Social Experience
Il 2008 è stato l’anno in cui sono esplosi i Social Media ed in particolare Social Network come Facebook e Twitter. Tutti o quasi tutti sanno ormai cosa è YouTube e a cosa serve Facebook. Qui in Italia Twitter e peggio ancora FriendFeed non sono ancora diffusi e conosciuti, ma presto potrebbero diventare main stream anche loro come è accaduto con Facebook.
I Social Media sono importanti perchè sono una rivoluzione culturale rispetto al mondo cui eravamo abituati. I media classici come la televisione ed i giornali soffrono il calo di interesse delle persone, che si sono abituate ad un modello di comunicazione peer to peer, più attivo ed interessante di quello passivo dei media classici. I segnali di questa lotta mortale per l’attenzione ci sono tutti basti pernsare all’astio con cui i giornali scelgono di volta in volta il nemico da demonizzare. I blog sono il vecchio pericolo ora tocca a Facebook domani sempre che i giornali esisteranno ancora - negli USA complice la crisi economica stanno chiudendo tutti uno dopo l’altro- sarà la volta di un nuovo concorrente.
I Social Media sono però il dito e non la Luna. Importanti sì, ma non sono il piatto principale su cui dovremmo porre l’attenzione. Certo possiamo ancora affermare che il mezzo è il messaggio e che se per conversare uso Facebook non è la stessa cosa che se uso Twitter o Youtube, nostante ciò dovremmo focalizzarci su qualcosa di più importante come il contenuto stesso delle conversazioni.
Queste conversazioni riguardano spesso esperienze personali con oggetti e questi stessi oggetti diventano spesso link, legami con altre persone che nutrono i nostri stessi interessi. La nostra socialità fa uso degli oggetti per instaurare relazioni, ma è vero anche che la nostra economia dipende in maniera vitale dagli oggetti. Se smettiamo di porre attenzione agli oggetti il mondo crolla, finiscono le relazioni e anche i posti di lavoro.
Gli oggetti non debbono necessariamente essere reali esistono, infatti, tutta una serie di oggetti virtuali, che nel futuro faranno sempre più parte della nostra “realtà”. Gli oggetti reali però hanno caratteristiche sensoriali che li rendono ancora molto seducenti. Primo fra tutti il loro aspetto fisico, che implica un intelligenza, uno studio, un lavoro che nel migliore dei casi parte dall’idea di interazione: chi e come userà questo oggetto? Piacevole, morbido, bello?
Il design rende un oggetto attraente e desiderabile perché il solo possederlo svolge una funzione sociale. Avere un iPhone oppure non averlo può cambiare la nostra prospettiva di come ci relazioniamo con il mondo. Il rapporto con gli altri può cambiare perché ci sentiamo più sicuri, più interessanti possedendo un oggetto considerato cool.
Anche qui però non dobbiamo fare lo stesso errore. Facebook è un mezzo, ma anche l’Iphone è un mezzo. Ciò che è importante tra due o più persone è ciò che sta in mezzo, il link, la relazione tra loro. Il termine secondo me più adatto a definire meglio questo concetto è Experience. Nell’ambito del design si parla comunemente di User Experience. Ecco ciò che realmente conta nelle relazioni umane è l’ experience o meglio la Social Experience.
January 6, 2009 No Comments
Come sta Steve Jobs?
Lo stato di salute del CEO di Apple Steve Jobs ha sempre destato clamore ed interesse. Steve Jobes ha però sempre cercato di mantenere la sua vita privata distinta da tutto ciò che riguarda la sua Apple. Il suo continuo dimagrimento e l’assenza di Jobs per la prima volta al Macworld keynote hanno creato però una situazione esplosiva dal punto di vista mediatico e delle relazioni pubbliche di Apple con i propri clienti e la stampa.
Jobs ha scritto pubblicamente una lettera pubblicata sul sito Apple in cui conferma che qualche problema di salute ce l’ha veramente, ma si affretta anche a dire che è tutto sotto controllo.
Lo stato di salute di Steve Jobs, aldilà delle considerazioni spicciole e delle speculazioni sul futuro dell’azienda Apple, dovrebbe far riflettere su quanto siano vulnerabili e nello stesso tempo antiche le corporation di tutto il mondo. Sembrano eserciti medioevali, che una volta colpito a morte il loro capo, si ritrovano smarriti e squagliano come neve al sole. Microsoft, tanto per fare un esempio del campo avverso, si trova nella stessa situazione. La pensione anticipata di Bill Gates qualche timore lo ha generato ed infatti il passaggio di consegne a Balmer è lento e controllato.
Le multinazionali come gli antichi imperi quindi? Morto un re crolla tutto il regno? Non sarebbe forse meglio invece un modello in stile pontificio, che come si dice qui a Roma: morto un papa se ne fa un altro?
Eppure governare una multinazionale tecnologica non è la stessa cosa che dirigere una piccola azienda vinicola. Le stessa piccole aziende, che soffrono di nanismo, dovrebbero nel XXI secolo abbandonare il modello padre padrone e cominciare a ragionare in termini più evoluti. Cosa osserviamo invece? Il carisma, il culto della personalità si dimostra più importante dei meccanismi, che dovrebbero guidare un’azienda contemporanea.
In ultima analisi e alla luce di quanto detto mi e vi pongo una domanda: Apple appartiene più a Steve Jobs oppure appartiene di più ai clienti e ai fan dei suoi prodotti? Chi dovrebbe contare di più in un’azienda del XXI secolo?
January 5, 2009 No Comments
Microsoft licenzia?
Questa mattina molti blog d’oltreoceano stanno discutendo su rumors - e per ora così ci limitiamo a considerarli fino a che non arrivano conferme ufficiali - riguardo il possibile licenziamento di circa il 17 % dei dipendenti Microsoft. In pratica sarebbero 15.000 persone rispetto alle 90.000 in forza al colosso di Redmond, un enormità anche in un periodo di crisi come questo.
Se i rumors fossero confermati lo stato di salute di Microsoft verrebbe messo in discussione. Eppure il fatturato di MS è più che florido perfino nel caso della Xbox, che sembrerebbe uscire vincente nello scontro all’ultimo sconto con la rivale PS3 Sony. Ammesso che i rumors avessero una base di verità, quale sarebbe la logica di questa mossa all’inizio del 2009? Mossa preventiva? Alleggerimento dei reparti poco produttivi? L’espansione di Apple comincia a farsi sentire?
Microsoft è impegnata su molti fronti dall’enterprise al lato consumer e questo ha un costo non indifferente anche per un azienda grande e florida e con le casse piene. Probabilmente dovranno essere tagliati dei rami secchi, che in fase recessiva diventano pericolosi da sostenere. L’ultimo danno d’immagine accusato dallo Zune potrebbe far propendere le scelte verso un ridimensionamento nei confronti di settori dove oggettivamente MS non può competere in maniera seria. Intendo i lettori mp3 oppure il mobile. Tanto per fare un esempio, quanti uomini d’affari sfoggiano un iPhone in questi giorni? Quanti un BlackBerry? Tanti, anzi troppi e la politica vincente del taglio dei prezzi - vedi Xbox - nel mercato business/personale non funziona bene come nel lato consumer perché i fattori in gioco sono altri. Nintendo poi dimostra che anche la politica dei prezzi bassi può essere sconfitta da idee originali e rivoluzionarie come la Wii.
Alla luce del fatto che Redmond è in ritardo nel redditizzio settore dei motori di ricerca, un’ ipotesi plausibile dell’ipotetico supermega taglio di personale è quella che Microsoft si starebbe preparando all’acquisizione di Yahoo ed in via preventiva cercherebbe di non trovarsi doppioni in casa. Se questa si rivelasse come l’ipotesi più corretta allora il segnale all’esterno sarebbe quello non di un azienda in declino che accusa i colpi degli avversari, bensì ancora una volta uno dei maggiori competitor del XXI secolo pronto ad utilizzare i propri forzieri per mettere sotto pressione il colosso Google, anchesso in fase di ridimensionamento.
Voi che ne pensate? Rumors di inizio anno tanto per smuovere le acque chete di questi primi giorni del 2009? Ipotesi fondata su qualche base di verità?
January 2, 2009 No Comments
Il cinguettio guerresco di Israele
Questi sono giorni drammatici in cui molte persone stanno morendo o rimangono ferite gravemente sotto i colpi di missili isrealiani o quelli di Hamas. La piccola grande guerra di Gaza sta suscitando reazioni in tutto il mondo con proteste, manifestazioni e dichiarazioni di capi di stato.
La guerra da che mondo e mondo non si fa però solo con le armi. Le parole svolgono un ruolo altrettanto importante e spesso agli occhi dell’opinione publica gli stati ed i governi compiono uno sforzo pari a quello bellico in conferenze stampa e dichiarazioni ufficiali. Questo perché l’opinione pubblica è un arma che può essere usata a favore di una causa o contro qualcuno.
Ora per la prima volta nella storia Twitter, uno strumento Web 2.0, verrà utilizzato da Israele per interagire con l’opinione pubblica e rispondere alle domande dellìopinione pubblica sulla guerra a Gaza.
Domani martedì 30 dicembre 2008 tra le ore una e le ore 3 della costa Est degli Stati Uniti il Consolato Generale di Israele a New York terrà sul suo account Twitter israelconsulate una conferenza stampa pubblica riguardo la situazione a Gaza. Nel caso dovessero essere più lunghe dei canonici 140 caratteri le risposte verrebbero pubblicate sul blog Israel Politik.
Una conferenza stampa di guerra su Twitter è un fatto senza precedenti e fino ad ora Twitter era stato utilizzato durante campagna presidenziale degli Stati Uniti per fare le domande ai candidati. Questo precedente quanto influenzerà le scelte di politica estera dei governi nel prossimo futuro? Potremmo immaginare uno scenario futuro in cui ad esempio il governo UK interviene tramite il suo account Twitter DowningStreet per fare domande o addirittura fare pressione sul governo Israeliano facendo domande sull’account Twitter.
Fantapolitica? Forse, mi domando però: chi di voi nel 2007 avrebbe scommesso che il presidente Barak Obama avrebbe dovuto ringraziare proprio i Social Media per il gigantesco sostegno avuto dai suoi elettori? E ancora mi e vi chiedo non vi pare strano che proprio la Politica nella sua veste più drammatica è quella che sta guidando il mondo nell’esplorazione di nuove forme di comunicazione come i Social Media, mentre le aziende paradossalmente rimangono indietro con atteggiamenti dubbiosi ed incerti?
Fino ad ora tra i guru del nuovo marketing è prevalso il mantra i mercati sono conversazioni. Forse siamo all’alba di una nuova era in cui la politica prevale sull’economia e dove purtroppo anche i conflitti armati sono conversazioni.
December 30, 2008 No Comments





