Quattro falsi miti delle aziende 1.0 e soluzioni 2.0

Tutti noi viviamo un un periodo in cui il credit crunch e la conseguente recessione USA comincia a far sentire i suoi primi effetti anche qui in Europa. La parola d’ordine è risparmiare o rendere più efficiente la produzione.

Alla luce di questo fosco scenario il Web 2.0 e i Social Network sono un vantaggio o un grosso problema per le aziende in difficoltà?

Ribaltiamo completamente il nostro punto di vista e vediamo quali sono i veri costi per un’azienda che deve far fronte ogni giorno ad un mercato globalizzato e fortemente competitivo. Ho individuato quattro miti che fanno parte della classica routine di qualunque azienda 1.0  e che a mio avviso sono ormai un grosso problema di efficienza curabile solo con massiccie dosi di web 2.0.

Mito E-mail: negli anni 90, parliamo del secolo scorso, l’e-mail poteva essere un ottimo mezzo di comunicazione ora però le cose sono radicalmente mutate: spam, virus, traffico elevato, tempi di lettura e risposta sempre più grandi, tempo ricerca di messaggi vecchi.

Soluzione 2.0: Un sistema Wiki consente di eliminare il grosso del traffico interno, che in caso di gruppi di lavoro con molte persone diventa insostenibile. Un’altra possibile soluzione è un blog interno + Feed RSS.

Per le comunicazioni esterne, dove è più sensibile il problema dello spam, vanno di volta in volta trovate le soluzioni più adatte: wiki, blog, LinkedIn, Facebook

Mito Sito aziendale: sempre alla fine degli anni 90 prima dell’esplosione della bolla speculativa tutto sarebbe diventato un sito: sito informativo, sito verticale, sito e-commerce, portale. Le persone avrebbero frequentato solo siti o portali.

Sbagliato. La bolla speculativa è esplosa e molte aziende web 1.0 sono fallite, un po’ come sta avvenendo ora con le banche USA. Il problema si è ulteriormente aggravato e le persone non frequentano più nemmeno i giornali online. Tutti offrono tutto e spesso gratis: servizi, informazioni, news, musica, video. 

Quello che veramente manca e che diventa sempre meno è il tempo. I navigatori del web non hanno più tempo per guardare il vostro sito, sono impegnati a guardare video su YouTube, ad organizzare feste su Facebook, a sentire la band emergente su MySpace o più semplicemente a caricare foto su Flickr mentre ascoltano la radio su last.fm.

Fidatevi, loro del vostro sito 1.0 loro non sanno proprio che farsene. Al massimo stanno in qualche forum a sparlare di voi dei vostri prodotti o peggio a scrivere peste e corna su Wikipedia.

Soluzione 2.0: se proprio vogliamo mantenere qualcosa di simile ad un sito la soluzione più brillante è il corporate blog. Non pensate in termini di pagine e struttura del sito ma in termini di Google. Google adora i blog e li fa salire sulle SERP e poi mille dei vostri post sul blog aziendale sono altrettante landing page su cui far atterare i vostri potenziali clienti. Quante pagine ha il vostro sito?

Altrimenti lasciate perdere e andate a cercare, anzi fatevi trovare dai votri clienti lì dove sono di solito. Avete mai visto uno che per comprare una birra esce fuori della discoteca (MySpace) e arriva fino alla fabbrica (sito 1.0)? Io no e voi? Ecco andate su Facebook o MySpace e fatevi trovare lì.

Mito riunioni di lavoro: le riunioni di lavoro sono una grossa perdita di tempo, che interrompe il normale flusso di lavoro.  Durante la riunione si stabiliscono priorità, urgenze e si analizzano i report, ma il solo fatto di entrare e uscire dalle riunioni spezza il ritmo e la concentrazione, senza contare le code che si creano al telefono e nelle e-mail: far aspettare le comunicazioni esterne può essere fatale oltre che frustrante per clienti e fornitori. L’arroganza mascherata da impegni è una pessima malattia.

Non esiste una vera esigenza riunione. La riunione soddisfa solo malsani appetiti di riconoscimento della gerarchia. Le aziende a parole professano il libero mercato, ma internamente adorano i rovinosi piani quinquennali dell’Unione Sovietica. In tempi di magra questo fatto si paga.

Soluzione 2.0: Anche qui wiki, basecamp, zoho, e strumenti di collaborazione interna il più possibile 2.0 fanno risparmiare tempo e denaro.

Mito sede di lavoro: tranne nel caso in cui siate un idraulico o un postino la necessità di lavorare nella stessa città dell’azienda è un puro e costoso non sense. Spesso negli annunci di lavoro si legge ad esempio:”sede di lavoro Milano”.

Visto che molta della produzione occidentale si è trasferita ormai in Romania e Polonia, per non parlare di Cina e India, che senso hanno ormai questi annunci di lavoro? Questi figuri sanno che esiste una cosa che ci chiama Internet, il telelavoro o anche semplicemente il telefono?

Soluzione 2.0: anche qui wiki, basecamp, zoho, e strumenti di collaborazione interna il più possibile 2.0 fanno risparmiare tempo e denaro. Molti intelligentemente usano windows messanger che va più che bene. Perfino nei servizi di assistenza tecnica software è possibile configurare sistemi che permettono di agire a distanza.

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10 risposte a Quattro falsi miti delle aziende 1.0 e soluzioni 2.0

  1. Enzo Santagata scrive:

    Gran bel post riassuntivo…
    Sarebbe utile farlo diventare una presentazione:)

  2. Pingback: Quando dire web 2.0 è tutt’altro che fuffa — Simplicissimus

  3. Pingback: un’ipotesi che mi attira non poco « happy web

  4. Pingback: links for 2008-07-23 « Andy’s Blog

  5. Luca Sartoni scrive:

    Grande post. Bravo.

    Il video sarebbe anche interessante se il protagonista non fosse minacciato da un uomo armato dietro la telecamera…

  6. Pingback: Diigo Daily 07/24/2008 — Simplicissimus

  7. Marco scrive:

    Ciao Roldano, bel post, complimenti.
    Solo su un “falso mito” non mi trovo completamente d’accordo, quello della “sede di lavoro”. Per quello che mi riguarda ci sono delle dinamiche difficilmente sostituibili con il web e che richiedono comunque la presenza fisica ed il confronto a quattr’occhi.
    Per il resto direi che ci sono delle ottime soluzioni alternative, come facevi presente tu.
    Ciao!

  8. Quanti complimenti e citazioni! Antonio Tombolini mi ha citato addirittura due volte.

    Grazie veramente, direi che sono quasi imbarazzato perché di norma sono più abituato a leggere i post di gente molto più autorevole o più brillante di me.

    Il mio fine principale è quello – pur con tutti i limiti di un blog – di generare discussione e far emergere tramite i commenti qualche punto di vista interessante e anche dissenziente.

    Anzi chi non fosse d’accordo con me è caldamente invitato ad esprimere qui la sua opinione. Io non pretendo certo di avere la verità in tasca ed è sempre opportuno leggere una voce fuori dal coro. Grazie Marco.

  9. Federico Bo scrive:

    Aggiungo anche i miei, di complimenti per il post.

  10. Pingback: Miti crollati e soluzioni innovative « Bread Butter ‘n’ Rock&Roll

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