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	<title>Commenti a: Sul perché le aziende del XXI secolo non hanno più bisogno di un sito</title>
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		<title>Di: Matteo Brunati</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/08/06/sul-perche-le-aziende-del-xxi-secolo-non-hanno-piu-bisogno-di-un-sito/#comment-214</link>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Brunati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 12:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ovviamente concordo in pieno con quello che ha fatto emergere Federico, ma nello stesso tempo sono consapevole dell&#039;inerzia delle persone.

Il problema verte attorno a due questioni:
 - le persone usano i social network per relazionarsi, non per fini commerciali per lo più, e le metriche delle relazioni sono liquide e sicuramente lontane da quello che si aspetta il business di turno
 - il valore che si crea in un walled garden diventerà palese sempre a più persone, che pretenderanno che tale social network adotti certi standard ( quelli che ha nominato federico ), e ritorni loro il valore personale,  altrimenti lo abbandoneranno

Non dico che sia semplice, ma sarà un contesto liquido.
Che inizia ad essere realizzabile, ma che si fatica ancora ad immaginare, perchè si vedono i vecchi paletti di turno.

Perchè i tecnicismi devono essere accantonati, rispetto agli scenari che si creano. La gente è stanca di progresso venduto a numeri aggiuntivi, features e menate varie, piuttosto che reali funzionalità a tutto tondo  o scenari comprensibili.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente concordo in pieno con quello che ha fatto emergere Federico, ma nello stesso tempo sono consapevole dell&#8217;inerzia delle persone.</p>
<p>Il problema verte attorno a due questioni:<br />
 &#8211; le persone usano i social network per relazionarsi, non per fini commerciali per lo più, e le metriche delle relazioni sono liquide e sicuramente lontane da quello che si aspetta il business di turno<br />
 &#8211; il valore che si crea in un walled garden diventerà palese sempre a più persone, che pretenderanno che tale social network adotti certi standard ( quelli che ha nominato federico ), e ritorni loro il valore personale,  altrimenti lo abbandoneranno</p>
<p>Non dico che sia semplice, ma sarà un contesto liquido.<br />
Che inizia ad essere realizzabile, ma che si fatica ancora ad immaginare, perchè si vedono i vecchi paletti di turno.</p>
<p>Perchè i tecnicismi devono essere accantonati, rispetto agli scenari che si creano. La gente è stanca di progresso venduto a numeri aggiuntivi, features e menate varie, piuttosto che reali funzionalità a tutto tondo  o scenari comprensibili.</p>
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		<title>Di: ugone</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/08/06/sul-perche-le-aziende-del-xxi-secolo-non-hanno-piu-bisogno-di-un-sito/#comment-213</link>
		<dc:creator><![CDATA[ugone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 15:00:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[stessa opinione di federico, in questo periodo ho fatto più colloqui in aziende che operano nei network nel settore degli eventi sportivi e pubblicitari. c&#039;è un mercato sempre più aggressivo che cerca di offrire di più sempre di più a chi ha un telefonino o un abbonamento su sky. tecnologie che stanno uscendo e che costano milioni di euro per misurare e fare statistiche in real time su quante volte un calciatore ha usato il piede destro o sinistro e banner promozionali contestuali.
io sono contrario al post e ritengo che oramai non siano gli uomini che si dirigono verso pochi grandi wallet garden ma invece siamo tutti più benesanti, pigri e consumisti al punto che paghiamo e desideriamo che siano i grandi network mediatici che vengono a casa nostra, nel nostro telefono, nelle nostre email. basti pensare a come è nato lo spam. la privacy è sempre più minata con tecniche sempre più sottili ed invasive. anche la chiesa sta facendo uso di tecnologia, e non è un caso. quindi ergo: i grandi social network hanno dei picchi ma poi crollano uno ad uno, come sta capitando a second life che perde click al punto da dichiarare di non essere più sostenibile nel futuro prossimo. Le masse al contrario si muovono ma pretendono. Pretendono beni aleatori in misura direttamente proporzionale alla loro insoddisfazione, infelicità, povertà. Ecco perchè in Italia e in paesi in via di sviluppo esistono più spese nella televisione, radio, giornali e sui consumi dei mobile phone. Chi ha poco sogna e cerca dei miti, dei modelli, e questo è un concetto universale e millenario. I social network non offrono miti e nemmeno utopie al contrario del sistema di mass marketing che invece vince. Posso dimostrare che la domenica mattina in una delle centinaia aziende di call center che ricevono chiamate dai cittadini che hannoappena visto media shopping su canale 5 dalle 6 alle 8 (di mattina, ripeto!) le chiamate sono così tante che gli operatori non hanno il tempo di fare le ordinazioni ma prendono solo la &#039;presa&#039; della chiamata e richiamano dopo. su 2 chiamate, una è venduta a prescindere da cosa si venda. Sono migliaia le persone che la domenica mattina non desiderano altro che comprare qualcosa che offre la tv. Questo è lo scenario. 
Quindi smonto il post e sentenzio: la direzione non è uomo -&gt; social network ma uomo  social network ma uomo &lt;- mass marketing esteso.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>stessa opinione di federico, in questo periodo ho fatto più colloqui in aziende che operano nei network nel settore degli eventi sportivi e pubblicitari. c&#8217;è un mercato sempre più aggressivo che cerca di offrire di più sempre di più a chi ha un telefonino o un abbonamento su sky. tecnologie che stanno uscendo e che costano milioni di euro per misurare e fare statistiche in real time su quante volte un calciatore ha usato il piede destro o sinistro e banner promozionali contestuali.<br />
io sono contrario al post e ritengo che oramai non siano gli uomini che si dirigono verso pochi grandi wallet garden ma invece siamo tutti più benesanti, pigri e consumisti al punto che paghiamo e desideriamo che siano i grandi network mediatici che vengono a casa nostra, nel nostro telefono, nelle nostre email. basti pensare a come è nato lo spam. la privacy è sempre più minata con tecniche sempre più sottili ed invasive. anche la chiesa sta facendo uso di tecnologia, e non è un caso. quindi ergo: i grandi social network hanno dei picchi ma poi crollano uno ad uno, come sta capitando a second life che perde click al punto da dichiarare di non essere più sostenibile nel futuro prossimo. Le masse al contrario si muovono ma pretendono. Pretendono beni aleatori in misura direttamente proporzionale alla loro insoddisfazione, infelicità, povertà. Ecco perchè in Italia e in paesi in via di sviluppo esistono più spese nella televisione, radio, giornali e sui consumi dei mobile phone. Chi ha poco sogna e cerca dei miti, dei modelli, e questo è un concetto universale e millenario. I social network non offrono miti e nemmeno utopie al contrario del sistema di mass marketing che invece vince. Posso dimostrare che la domenica mattina in una delle centinaia aziende di call center che ricevono chiamate dai cittadini che hannoappena visto media shopping su canale 5 dalle 6 alle 8 (di mattina, ripeto!) le chiamate sono così tante che gli operatori non hanno il tempo di fare le ordinazioni ma prendono solo la &#8216;presa&#8217; della chiamata e richiamano dopo. su 2 chiamate, una è venduta a prescindere da cosa si venda. Sono migliaia le persone che la domenica mattina non desiderano altro che comprare qualcosa che offre la tv. Questo è lo scenario.<br />
Quindi smonto il post e sentenzio: la direzione non è uomo -&gt; social network ma uomo  social network ma uomo &lt;- mass marketing esteso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: L&#8217;ascesa di Facebook, la morte del blog e i conti senza Google</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/08/06/sul-perche-le-aziende-del-xxi-secolo-non-hanno-piu-bisogno-di-un-sito/#comment-212</link>
		<dc:creator><![CDATA[L&#8217;ascesa di Facebook, la morte del blog e i conti senza Google]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 13:29:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] all&#8217;estinzione? Una (lunga) coda che parte da Wired, Nicholas Carr e approda in Italia a The Marketer 2.0, seguito a ruota da [mini]marketing già sentenzia di sì. A questa visione si oppone romanamente* [...] ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] all&#8217;estinzione? Una (lunga) coda che parte da Wired, Nicholas Carr e approda in Italia a The Marketer 2.0, seguito a ruota da [mini]marketing già sentenzia di sì. A questa visione si oppone romanamente* [...] </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/08/06/sul-perche-le-aziende-del-xxi-secolo-non-hanno-piu-bisogno-di-un-sito/#comment-211</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 22:22:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[a differenza del commento di Federico, tendo a considerare anch&#039;io con &quot;pessimismo tecnologico&quot; le abitudini dei navigatori medi; alcune avanguardie di sperimentatori potranno cercare la massima interoperabilità, ma non credo la maggioranza, io compreso, sia formata da nomadi puri; siamo nomadi stanziali, abbiamo lasciato la vecchia modalità di interazione sociale per approdare ad una nuova, già questo è uno sforzo enorme per via dell&#039;inerzia appunto; e alla prima radura, al primo accampamento (in genere un grande portale come Facebook o MySpace) tendiamo ad accamparci con l&#039;inconscio pensiero di ancorarci per lungo tempo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a differenza del commento di Federico, tendo a considerare anch&#8217;io con &#8220;pessimismo tecnologico&#8221; le abitudini dei navigatori medi; alcune avanguardie di sperimentatori potranno cercare la massima interoperabilità, ma non credo la maggioranza, io compreso, sia formata da nomadi puri; siamo nomadi stanziali, abbiamo lasciato la vecchia modalità di interazione sociale per approdare ad una nuova, già questo è uno sforzo enorme per via dell&#8217;inerzia appunto; e alla prima radura, al primo accampamento (in genere un grande portale come Facebook o MySpace) tendiamo ad accamparci con l&#8217;inconscio pensiero di ancorarci per lungo tempo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: links for 2008-08-07 [delicious.com] &#171; Andy&#8217;s Blog</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/08/06/sul-perche-le-aziende-del-xxi-secolo-non-hanno-piu-bisogno-di-un-sito/#comment-210</link>
		<dc:creator><![CDATA[links for 2008-08-07 [delicious.com] &#171; Andy&#8217;s Blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 18:33:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] Sul perché le aziende del XXI secolo non hanno più bisogno di un sito &#124; The Marketer [...] ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Sul perché le aziende del XXI secolo non hanno più bisogno di un sito | The Marketer [...] </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Bo</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/08/06/sul-perche-le-aziende-del-xxi-secolo-non-hanno-piu-bisogno-di-un-sito/#comment-209</link>
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 07:45:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io penso che il concetto di social network come walled garden non sopravviverà a lungo, così come non sono sopravvissuti i grandi portali del web 1.0.

Ritengo che la spinta verso il mobile social networking, verso l&#039;interoperabilità, i dati collegati (linked data) , l&#039;attention data (APML), dati ed accesi aperti alle informazioni (open data &amp;access) produrrà &quot;spazi personali&quot; (etichettati dagli openID)  che si collegheranno tra di loro, creando social network temporanei, plastici, adattabili alle esigenze del momento.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che il concetto di social network come walled garden non sopravviverà a lungo, così come non sono sopravvissuti i grandi portali del web 1.0.</p>
<p>Ritengo che la spinta verso il mobile social networking, verso l&#8217;interoperabilità, i dati collegati (linked data) , l&#8217;attention data (APML), dati ed accesi aperti alle informazioni (open data &amp;access) produrrà &#8220;spazi personali&#8221; (etichettati dagli openID)  che si collegheranno tra di loro, creando social network temporanei, plastici, adattabili alle esigenze del momento.</p>
]]></content:encoded>
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