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	<title>Commenti a: La televisone è morta e la pubblicità pure</title>
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		<title>Di: The Marketer si aggiorna &#124; The Marketer</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-258</link>
		<dc:creator><![CDATA[The Marketer si aggiorna &#124; The Marketer]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 10:49:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] qualche post precedente ho portato avanti l&#8217;idea che la televisione è morta. Per rafforzare questo concetto e soprattutto per discutere meglio insieme a voi su e intorno alle [...] ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] qualche post precedente ho portato avanti l&#8217;idea che la televisione è morta. Per rafforzare questo concetto e soprattutto per discutere meglio insieme a voi su e intorno alle [...] </p>
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	<item>
		<title>Di: Clara</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-257</link>
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 22:50:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[quanti commenti e quanti spunti interessanti!!! A parer mio, la televisione è morta dal momento che non ha saputo adeguarsi al cambiamento. 
La tipologia di comunicazione unidirezionale non è più sostenibile e chi persiste su questa strada perde. Il consumatore, come ormai si dice da tempo, vuole più attenzione, vuole interagire, farsi condottiero o veicolatore dei messaggi, vuole qualcosa che sia fatto su misura per lui. In poche parole è lui che deve scegliere  e non subire passivamente i palinsesti. Credo che sia questo il nodo cruciale.
Potrebbe resuscitare? Beh diciamo che potrebbe (e parlo di canali non free gli unici che cercano di rimanere aggrappati a qualcosa) ma è difficile. 
Prendiamo come esempio i giochi olimpici, io lo definirei il dramma dei drammi. Possibile che la Rai non abbia messo a disposizione del fruitore comune un mosaico interattivo attraverso il quale decidere quale evento seguire? Possibile che veniva continuamente fatto un ping pong in base a quello che piaceva di più al regista? Bastava collegarsi a Internet ed invece le cose cambiavano. Purtroppo manca la volontà di cambiare, forse anche la mentalità di capire che quando si è arrivati al punto di non ritorno o si comincia a riscrivere una nuova era o chi si ferma è perduto. Internet è un mezzo che permette di assecondare il cambiamento nel migliore dei modi.  Si potrebbe vivere senza di esso? No! Ma non per una questione di dipendenza, semplicemente perchè è il mezzo che ci permette di comunicare ancora, e non si può non comunicare assioma fondamentale direi!!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quanti commenti e quanti spunti interessanti!!! A parer mio, la televisione è morta dal momento che non ha saputo adeguarsi al cambiamento.<br />
La tipologia di comunicazione unidirezionale non è più sostenibile e chi persiste su questa strada perde. Il consumatore, come ormai si dice da tempo, vuole più attenzione, vuole interagire, farsi condottiero o veicolatore dei messaggi, vuole qualcosa che sia fatto su misura per lui. In poche parole è lui che deve scegliere  e non subire passivamente i palinsesti. Credo che sia questo il nodo cruciale.<br />
Potrebbe resuscitare? Beh diciamo che potrebbe (e parlo di canali non free gli unici che cercano di rimanere aggrappati a qualcosa) ma è difficile.<br />
Prendiamo come esempio i giochi olimpici, io lo definirei il dramma dei drammi. Possibile che la Rai non abbia messo a disposizione del fruitore comune un mosaico interattivo attraverso il quale decidere quale evento seguire? Possibile che veniva continuamente fatto un ping pong in base a quello che piaceva di più al regista? Bastava collegarsi a Internet ed invece le cose cambiavano. Purtroppo manca la volontà di cambiare, forse anche la mentalità di capire che quando si è arrivati al punto di non ritorno o si comincia a riscrivere una nuova era o chi si ferma è perduto. Internet è un mezzo che permette di assecondare il cambiamento nel migliore dei modi.  Si potrebbe vivere senza di esso? No! Ma non per una questione di dipendenza, semplicemente perchè è il mezzo che ci permette di comunicare ancora, e non si può non comunicare assioma fondamentale direi!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The Digg Reel &#8212; Microtubo</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-256</link>
		<dc:creator><![CDATA[The Digg Reel &#8212; Microtubo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 21:13:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] un super commentato post dell&#8217;altro mio blog The Marketer, ho affermato in maniera provocatoria che la televisione è morta. Continuo qui e rilancio la [...] ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] un super commentato post dell&#8217;altro mio blog The Marketer, ho affermato in maniera provocatoria che la televisione è morta. Continuo qui e rilancio la [...] </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luisa valeriani</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-255</link>
		<dc:creator><![CDATA[luisa valeriani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 15:28:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[non credo che la tv sia moribonda, perché non è mai successo che un nuovo medium abbia azzerato i precedenti. certo, il regime di broadcast sta cambiando, perchè (anche e soprattutto per ragioni economiche) deve adeguarsi alle pressanti esigenze attivate dallo scambio peer to peer, molti a molti. Il che significa profonde, anche profondissime trasformazioni, che tuttavia sono già in atto, mentre ne parliamo. Sempre più l&#039;utente sarà insofferente per le scelte di palinsesto, per i criteri di messa in onda che favoriscono la quantità dell&#039;audience piuttosto che la qualità, che relegano gli ascolti di nicchia in orari impossibili, ecc. ecc. E sempre più quell&#039;utente ricorrerà al web, ai social network, per farsi da sè la sua programmazione, scaricando file abusivamente, ecc ecc. Tutto questo, con la lentezza di riflessi che caratterizza ogni istituzione, è già avvistato anche all&#039;interno dei gestori tv, pubblici e privati. Perché il gran pubblico (ammesso che ancora esista...) se ne accorga, ci vorrà del tempo. Ma intanto già mi sembra che qualcosa è cambiato. La tv nostrana diventa sempre meno letteraria e sempre più spettacolare, meno bacchettona e più aperta a forme nuove di consumo culturale. Aumenta la produzione di fiction che cerca quanto meno il confronto con le produzioni di maggior share nel mondo, programmi come il GF, o le isole ecc. mettono in campo &quot;l&#039;utente qualunque&quot;, da Maria de Filippi  chiunque ha i suoi quindici minuti di celebrità... Cioè, siamo ancora nel broadcast, ma sempre meno autoriale, sempre meno prescrittivo, sempre più performativo... la tv non è mai stata un consumo &quot;passivo&quot; (almeno, da quando esiste il telecomando...), così come la pubblicità non è mai stata un persuasore occulto... ma, certo, lo sarà sempre meno, e chi di tv vuole vivere (economicamente parlando) non potrà che riposizionarsi a partire dallo stato delle cose.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non credo che la tv sia moribonda, perché non è mai successo che un nuovo medium abbia azzerato i precedenti. certo, il regime di broadcast sta cambiando, perchè (anche e soprattutto per ragioni economiche) deve adeguarsi alle pressanti esigenze attivate dallo scambio peer to peer, molti a molti. Il che significa profonde, anche profondissime trasformazioni, che tuttavia sono già in atto, mentre ne parliamo. Sempre più l&#8217;utente sarà insofferente per le scelte di palinsesto, per i criteri di messa in onda che favoriscono la quantità dell&#8217;audience piuttosto che la qualità, che relegano gli ascolti di nicchia in orari impossibili, ecc. ecc. E sempre più quell&#8217;utente ricorrerà al web, ai social network, per farsi da sè la sua programmazione, scaricando file abusivamente, ecc ecc. Tutto questo, con la lentezza di riflessi che caratterizza ogni istituzione, è già avvistato anche all&#8217;interno dei gestori tv, pubblici e privati. Perché il gran pubblico (ammesso che ancora esista&#8230;) se ne accorga, ci vorrà del tempo. Ma intanto già mi sembra che qualcosa è cambiato. La tv nostrana diventa sempre meno letteraria e sempre più spettacolare, meno bacchettona e più aperta a forme nuove di consumo culturale. Aumenta la produzione di fiction che cerca quanto meno il confronto con le produzioni di maggior share nel mondo, programmi come il GF, o le isole ecc. mettono in campo &#8220;l&#8217;utente qualunque&#8221;, da Maria de Filippi  chiunque ha i suoi quindici minuti di celebrità&#8230; Cioè, siamo ancora nel broadcast, ma sempre meno autoriale, sempre meno prescrittivo, sempre più performativo&#8230; la tv non è mai stata un consumo &#8220;passivo&#8221; (almeno, da quando esiste il telecomando&#8230;), così come la pubblicità non è mai stata un persuasore occulto&#8230; ma, certo, lo sarà sempre meno, e chi di tv vuole vivere (economicamente parlando) non potrà che riposizionarsi a partire dallo stato delle cose.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Leo Aruta</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-254</link>
		<dc:creator><![CDATA[Leo Aruta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:10:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=169#comment-254</guid>
		<description><![CDATA[No, non è morta ma è in una fase di profonda trasformazione.
teniamo presente che esiste ancora una larga fascia di popolazione che non ha ancora &quot;assaporato&quot; il web. Almeno non come noi che oramai ci viviamo e preferiamo dedicare anche il tempo libero ad internet sottraendolo sempre di più alla tv.
Credo che tra qualche anno ne vedremo delle belle!! Di sicuro la gente dovrà capire che lo sport aggratis , tanto per fare un esempio importante, sparira dalla tv libera e generalista. Rimarranno lì solo polpettoni per i meno acculturati.
Leo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è morta ma è in una fase di profonda trasformazione.<br />
teniamo presente che esiste ancora una larga fascia di popolazione che non ha ancora &#8220;assaporato&#8221; il web. Almeno non come noi che oramai ci viviamo e preferiamo dedicare anche il tempo libero ad internet sottraendolo sempre di più alla tv.<br />
Credo che tra qualche anno ne vedremo delle belle!! Di sicuro la gente dovrà capire che lo sport aggratis , tanto per fare un esempio importante, sparira dalla tv libera e generalista. Rimarranno lì solo polpettoni per i meno acculturati.<br />
Leo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-253</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:04:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Spero di non ripetermi ma gli interventi sono così tanti che non gli ho letti tutti.

Avendo vissuto molto in Francia mi sono posto da tempo questa domanda e lavorando in un agenzia che tenta in qualche modo di riproporre una nuova visione della TV mi sono fatto un idea al riguardo.

La TV non è morta, ma sono i contenuti ad essere in declino e in particolare in Italia. Gli standard televisivi sono dettati non dai bisogni dei nuovi utlizzatori della TV, ma piuttosto in base ad una scelta dettata dalla tradizione e dal nipotismo... Il target in questo modo rimane una generazione sempre meno interessata ai programmi TV.

In Francia la TV digitale via ADSL permette uno standard più flessibile e con canali tv sempre piu simili al web e al contenuto giovanile legato all&#039;interesse dei contenuti. Graficamente più innovative e soprattutto con un linguaggio attuale.

Per quanto riguarda il web TheBlogTV, Current e altri si stanno affacciando verso un nuovo mercato dove l&#039;UGC si mescola alla produzione TV...non  siamo in una fase di maturità ma la strada non è così lontana dall&#039;esserlo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non ripetermi ma gli interventi sono così tanti che non gli ho letti tutti.</p>
<p>Avendo vissuto molto in Francia mi sono posto da tempo questa domanda e lavorando in un agenzia che tenta in qualche modo di riproporre una nuova visione della TV mi sono fatto un idea al riguardo.</p>
<p>La TV non è morta, ma sono i contenuti ad essere in declino e in particolare in Italia. Gli standard televisivi sono dettati non dai bisogni dei nuovi utlizzatori della TV, ma piuttosto in base ad una scelta dettata dalla tradizione e dal nipotismo&#8230; Il target in questo modo rimane una generazione sempre meno interessata ai programmi TV.</p>
<p>In Francia la TV digitale via ADSL permette uno standard più flessibile e con canali tv sempre piu simili al web e al contenuto giovanile legato all&#8217;interesse dei contenuti. Graficamente più innovative e soprattutto con un linguaggio attuale.</p>
<p>Per quanto riguarda il web TheBlogTV, Current e altri si stanno affacciando verso un nuovo mercato dove l&#8217;UGC si mescola alla produzione TV&#8230;non  siamo in una fase di maturità ma la strada non è così lontana dall&#8217;esserlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Papper Papp</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-252</link>
		<dc:creator><![CDATA[Papper Papp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 10:59:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=169#comment-252</guid>
		<description><![CDATA[La TV non è morta, ma è in atto un forte processo di rinnovamento legato anche al fenomeno youtube e webTV.
Il telecomando materiale e virtuale che gli utenti hanno a disposizione comprende un maggior numero di scelte possibili.
Sul business legato alla pubblicità non mi esprimo perchè non ho dati.
Parlando di contenuti, però, credo che le TV commerciali saranno costrette a un adeguamento alla nuova situazione, prima o poi.
Il proprietario di non so quante TV commerciali italiane ha recentemente dichiarato di non conoscere internet. Contemporaneamente fioccano cause sulla diffusione dei programmi televisivi su youtube, segno che qualcuno in azienda si è allarmato, dato che certi spezzoni di programmazione possono essere fruiti senza il capestro degli spot pubblicitari. Addirittura è possibile scegliere di vedere parti di programmi. Questa frammentazione, unita alla possibilità di condivisione, cambia la situazione, non tanto per le masse, quanto per chi ama selezionare i contenuti, siano essi di intrattenimento, di attualità o di politica.
Senza contare poi che chiunque può partecipare a progetti di webTV collaborative,  Questo comporta un processo di TV faidate che osservo con molto interesse.
Papper]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La TV non è morta, ma è in atto un forte processo di rinnovamento legato anche al fenomeno youtube e webTV.<br />
Il telecomando materiale e virtuale che gli utenti hanno a disposizione comprende un maggior numero di scelte possibili.<br />
Sul business legato alla pubblicità non mi esprimo perchè non ho dati.<br />
Parlando di contenuti, però, credo che le TV commerciali saranno costrette a un adeguamento alla nuova situazione, prima o poi.<br />
Il proprietario di non so quante TV commerciali italiane ha recentemente dichiarato di non conoscere internet. Contemporaneamente fioccano cause sulla diffusione dei programmi televisivi su youtube, segno che qualcuno in azienda si è allarmato, dato che certi spezzoni di programmazione possono essere fruiti senza il capestro degli spot pubblicitari. Addirittura è possibile scegliere di vedere parti di programmi. Questa frammentazione, unita alla possibilità di condivisione, cambia la situazione, non tanto per le masse, quanto per chi ama selezionare i contenuti, siano essi di intrattenimento, di attualità o di politica.<br />
Senza contare poi che chiunque può partecipare a progetti di webTV collaborative,  Questo comporta un processo di TV faidate che osservo con molto interesse.<br />
Papper</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-251</link>
		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 09:30:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=169#comment-251</guid>
		<description><![CDATA[infatti dalle tv pubbliche e gratuite (rai esclusa) che si pagavano con la pubblicità si sta passando a tv in scuro che gli utenti pagano.. la pubblicità è morta, o morirà, su questo sono d&#039;accordo, ma la gente è disposta a pagare sky o fastweb o quant altro per vedere la tv..]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>infatti dalle tv pubbliche e gratuite (rai esclusa) che si pagavano con la pubblicità si sta passando a tv in scuro che gli utenti pagano.. la pubblicità è morta, o morirà, su questo sono d&#8217;accordo, ma la gente è disposta a pagare sky o fastweb o quant altro per vedere la tv..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roldano De Persio</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-250</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roldano De Persio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 08:24:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=169#comment-250</guid>
		<description><![CDATA[Ringrazio tutti per i commenti che sviscerano il problema da più punti di vista. Smeerch va benissimo che insisti con la tua opinione i commenti sono qui apposta :)

Trovo tutti gli interventi interessanti ma nessuno però sembra aver dato peso al grafico della borsa. Numeri per favore non solo opinioni ;)

Quando si parla di internet tutti a domandarsi: &quot;ma quale sarà il business model, quella start up riuscirà a sopravvivere?&quot; Domanda giusta, valida per evitare bolle speculative che fanno danni irreparabili, come sta succedendo ora con il famosissimo e sicurissimo mattone. Ve lo ricordate chi divceva &quot;eh il mattone è la cosa più sicura dove fare investimenti&quot;

Bene perché le stesse domande non si fanno con la televisione? Perché quel grafico punta in basso? Semplice gli investitori hanno capito che se la massa critica di persone che guarda la tv comincia ad essere costituita da persone povere e  le pubblicità sono quindi soldi buttati al vento. 

Il sistema comincia a scricchiolare perché il business model della pubblicità in televisione fa acqua da tutte le parti.

La domanda forse andrebbe posta in questo senso: Questa televisione commericale ( e non la tv in genere) ha un futuro? Secondo me no per il banale fatto che sempre più ricerche dimostrano che la pubblicità non attecchisce più nel mondo occidentale. Se la pubblicità non funziona chi paga poi le spese per la televisione?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio tutti per i commenti che sviscerano il problema da più punti di vista. Smeerch va benissimo che insisti con la tua opinione i commenti sono qui apposta <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Trovo tutti gli interventi interessanti ma nessuno però sembra aver dato peso al grafico della borsa. Numeri per favore non solo opinioni <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quando si parla di internet tutti a domandarsi: &#8220;ma quale sarà il business model, quella start up riuscirà a sopravvivere?&#8221; Domanda giusta, valida per evitare bolle speculative che fanno danni irreparabili, come sta succedendo ora con il famosissimo e sicurissimo mattone. Ve lo ricordate chi divceva &#8220;eh il mattone è la cosa più sicura dove fare investimenti&#8221;</p>
<p>Bene perché le stesse domande non si fanno con la televisione? Perché quel grafico punta in basso? Semplice gli investitori hanno capito che se la massa critica di persone che guarda la tv comincia ad essere costituita da persone povere e  le pubblicità sono quindi soldi buttati al vento. </p>
<p>Il sistema comincia a scricchiolare perché il business model della pubblicità in televisione fa acqua da tutte le parti.</p>
<p>La domanda forse andrebbe posta in questo senso: Questa televisione commericale ( e non la tv in genere) ha un futuro? Secondo me no per il banale fatto che sempre più ricerche dimostrano che la pubblicità non attecchisce più nel mondo occidentale. Se la pubblicità non funziona chi paga poi le spese per la televisione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MarioEs</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/05/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/#comment-249</link>
		<dc:creator><![CDATA[MarioEs]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 07:59:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=169#comment-249</guid>
		<description><![CDATA[Ciao Rol,

a mio avviso una delle caratteristiche dello sviluppo tecnologico è che si &quot;accompagna&quot; ad un crescente sottosviluppo psicologico e socio-culturale.

La televisione è oggi il massimo esponente di questo stato di cose, in quanto rappresentazione commerciale (ed autoritaria) della realtà dove quest&#039;ultima esiste in funzione del suo racconto mediatico.
Anzi, la realtà viene &quot;inventata&quot; dal medium televisivo per poter essere raccontata assurgendo così a realtà per lo spettatore (spesso ignaro, ignorante e passivo).

La televisione è sicuramente ancora &quot;in auge&quot; per chi è nato con essa ed oggi è - diciamo - &quot;anziano&quot;, ma è destinata a regredire fatalmente sotto la pressione emergente dei nuovi media, anche se come è stato detto il &quot;fattore povertà&quot; giocherà a suo favore per un bel pò...

Inoltre, non dimentichiamo che la televisione è la &quot;voce ufficiale della politica&quot; per cui in una società in cui tutto si è fluidificato, comprese le presunte dialettiche tra poteri dello Stato e tra pubblico e privato, e dove tutto si svolge secondo network e connessioni trasversali, essa è l&#039;ultimo baluardo del potere e pertanto, come l&#039;erba cattiva, non morirà. :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Rol,</p>
<p>a mio avviso una delle caratteristiche dello sviluppo tecnologico è che si &#8220;accompagna&#8221; ad un crescente sottosviluppo psicologico e socio-culturale.</p>
<p>La televisione è oggi il massimo esponente di questo stato di cose, in quanto rappresentazione commerciale (ed autoritaria) della realtà dove quest&#8217;ultima esiste in funzione del suo racconto mediatico.<br />
Anzi, la realtà viene &#8220;inventata&#8221; dal medium televisivo per poter essere raccontata assurgendo così a realtà per lo spettatore (spesso ignaro, ignorante e passivo).</p>
<p>La televisione è sicuramente ancora &#8220;in auge&#8221; per chi è nato con essa ed oggi è &#8211; diciamo &#8211; &#8220;anziano&#8221;, ma è destinata a regredire fatalmente sotto la pressione emergente dei nuovi media, anche se come è stato detto il &#8220;fattore povertà&#8221; giocherà a suo favore per un bel pò&#8230;</p>
<p>Inoltre, non dimentichiamo che la televisione è la &#8220;voce ufficiale della politica&#8221; per cui in una società in cui tutto si è fluidificato, comprese le presunte dialettiche tra poteri dello Stato e tra pubblico e privato, e dove tutto si svolge secondo network e connessioni trasversali, essa è l&#8217;ultimo baluardo del potere e pertanto, come l&#8217;erba cattiva, non morirà. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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