I giornali stanno morendo ma anche i libri stanno poco bene

Leggendo un post sui tagli di budget e occupazionali della stampa USA di Mario Tedeschini Lalli, ho avuto la conferma di quello che si dice in giro riguardo il destino dei giornali: la stampa sta inesorabilmente morendo. I giornali di carta sono destinati a sparire in breve tempo e molte testate, anche in modo disordinato, si stanno ritirando nel multimediale.

L’editoria appena fugge nel digitale fa però una scoperta tremenda e cioè diviene subito evidente che i margini sono bassissimi perché nel virtuale c’è molta più concorrenza e perché i modelli di advertising sono ancora tutti da dimostrare. Dalla padella alla brace quindi!

Che significa tutto questo?

Il crollo verticale dei fantasupermega budget dell’editoria come è già avvenuto in precedenza per le case discografiche è la riprova che internet non è semplicemente un nuovo media che si va a posizionare accanto a quelli classici. Internet è strutturalmente diversa ed ha capacità distruttive incalcolabili.

I giornali, la radio e la televisione sono broadcasting mentre internet no e già questo avrebbe dovuto far capire come stanno le cose. Internet è un prodotto militare nato durante la guerra fredda, che è stato volutamente concepito per non avere una testa. Internet inoltre esiste solo in quanto digitale e questo aggiunge un ulteriore elemento di differenziazione rispetto al modo fisico rappresentato dalla carta stampata.

L’informazione digitale vive uno spazio tempo differente a quella presente su un supporto fisico. Anche qui siamo all’alba di una nuova era e non sappiamo fino in fondo quali sono le implicazioni di questa transizione di stato dell’informazione.

Qui in Italia la digitalizzazione dei libri scolastici genera ancora accese discussioni – libro di carta sì libro di carta no – che sfociano anche sul come si si rapporta nelle dicussioni online – censura dei commenti contro spam - tutto questo mentre Amazon procedete spedita con il suo Kindle. Amazon ha, infatti, capito benissimo che i libri di carta faranno la fine dei giornali e che non ci sono corporazioni o luddisti che tengano. La storia non si ferma per nessuno e come chiudono migliaia di piccoli negozietti di fronte all’avanzata degli ipermercati così gli editori dovranno alla fine capire che non ci salva mettendo sulla strada un po’ di giornalisti o facendo resistanza contro la diffusione dei libri virtuali.

Nel bene e nel male il mondo è cambiato e prima ci si adegua e meglio è per tutti.

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