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	<title>Commenti a: Twitter sostituirà il giornalismo?</title>
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		<title>Di: Dario Salvelli</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-393</link>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Salvelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:45:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; che in usa c&#039;è una corsa al filo del secondo sulle &quot;breaking news&quot;. Bisognerebbe chiedersi qual è davvero il futuro delle news, come svilupparle, se sono davvero importanti per un edizione cartacea.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; che in usa c&#8217;è una corsa al filo del secondo sulle &#8220;breaking news&#8221;. Bisognerebbe chiedersi qual è davvero il futuro delle news, come svilupparle, se sono davvero importanti per un edizione cartacea.</p>
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		<title>Di: Roldano De Persio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-392</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roldano De Persio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:22:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@Luigi grazie per il tuo commento. Io ti chiedo in risposta alla tua riflessione:&quot;Non rischiamo, in altri termini, di passare dalla tirannia degli editori a quella dei programmatori di algoritmi&quot; Ma non è già così con Google? Non crediamo noi che se una cosa non esiste su Google o Wikipedia allora non esiste affatto? Le nuove generazioni non sono forse già in quest&#039;ottica?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Luigi grazie per il tuo commento. Io ti chiedo in risposta alla tua riflessione:&#8221;Non rischiamo, in altri termini, di passare dalla tirannia degli editori a quella dei programmatori di algoritmi&#8221; Ma non è già così con Google? Non crediamo noi che se una cosa non esiste su Google o Wikipedia allora non esiste affatto? Le nuove generazioni non sono forse già in quest&#8217;ottica?</p>
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		<title>Di: Roldano De Persio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-391</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roldano De Persio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:19:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@Federico grazie ottime osservazioni, mi e ci hai dato utlteriori spunti di riflessione. La frase:&quot;Se non lo dice Twitter, significa che l’aereo non è caduto?&quot; è di una complessità enorme e si potrebbe ampliare dicendo : se la stampa non esiste i fatti non accadono?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Federico grazie ottime osservazioni, mi e ci hai dato utlteriori spunti di riflessione. La frase:&#8221;Se non lo dice Twitter, significa che l’aereo non è caduto?&#8221; è di una complessità enorme e si potrebbe ampliare dicendo : se la stampa non esiste i fatti non accadono?</p>
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		<title>Di: Se non lo dice Twitter, significa che l&#8217;aereo non è caduto? &#171; Moto browniano. La verità, vi prego, sul Web 2.0</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-390</link>
		<dc:creator><![CDATA[Se non lo dice Twitter, significa che l&#8217;aereo non è caduto? &#171; Moto browniano. La verità, vi prego, sul Web 2.0]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:15:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] Gennaio 2009   Riporto un mio commento ad un post di Roldano in cui, provocatoriamente (o no?), si interroga sulla &#8220;fine del [...] ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Gennaio 2009   Riporto un mio commento ad un post di Roldano in cui, provocatoriamente (o no?), si interroga sulla &#8220;fine del [...] </p>
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		<title>Di: luigicannella</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-389</link>
		<dc:creator><![CDATA[luigicannella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:15:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inoltre c&#039;è differenza tra essere sul luogo dei fatti, ovvero essere una fonte, ed essere mediatore-giornalista. Se confondiamo i due ruoli, si aprono fughe dall&#039;esito funesto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltre c&#8217;è differenza tra essere sul luogo dei fatti, ovvero essere una fonte, ed essere mediatore-giornalista. Se confondiamo i due ruoli, si aprono fughe dall&#8217;esito funesto.</p>
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		<title>Di: luigicannella</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-388</link>
		<dc:creator><![CDATA[luigicannella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 10:07:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#039;argomento è stimolante. E aggiungo una domanda. Un algoritmo può sostituirsi ai mediatori tradizionali? Non rischiamo, in altri termini, di passare dalla tirannia degli editori a quella dei programmatori di algoritmi? Io credo che il web stia invece ampliando la pleatea dei mediatori culturali. Il blogger ne è la manifestazione più efficace. Oggi non sono solo i giornalisti ad essere impegnati nella quotidiana opera di &quot;rappresentazione mediata&quot; della realtà. La narrazione si è fatta più sfaccettata. E plurale. C&#039;è un riposizionamento nel sistema dei mediatori, ma non credo che arriveremo alla scomparsa di chi filtra, sistema, cerca, verifica e racconta il mondo a chi il mondo non può vederlo, se non in piccolissima parte.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento è stimolante. E aggiungo una domanda. Un algoritmo può sostituirsi ai mediatori tradizionali? Non rischiamo, in altri termini, di passare dalla tirannia degli editori a quella dei programmatori di algoritmi? Io credo che il web stia invece ampliando la pleatea dei mediatori culturali. Il blogger ne è la manifestazione più efficace. Oggi non sono solo i giornalisti ad essere impegnati nella quotidiana opera di &#8220;rappresentazione mediata&#8221; della realtà. La narrazione si è fatta più sfaccettata. E plurale. C&#8217;è un riposizionamento nel sistema dei mediatori, ma non credo che arriveremo alla scomparsa di chi filtra, sistema, cerca, verifica e racconta il mondo a chi il mondo non può vederlo, se non in piccolissima parte.</p>
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		<title>Di: Federico Bo</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/01/16/twitter-aereo-new-york-incidente-giornalismo/#comment-387</link>
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 09:47:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il giornalismo non è solo registrazione dei fatti: al limite quello è il lavoro delle agenzie di stampa. Il giornalismo è - dovrebbe essere - anche approfondimento, indagine, inchiesta ovvero l&#039;analisi della realtà. I giornalisti dovrebbero essere gli &quot;storici del presente&quot;. Ed i giornali - che siano cartacei o digitali - non sono solo cronaca, ma anche terza pagina, editoriali, reportage.

Che vi sia una trasformazione è indubbio ma io preferisco avere la possibilità di accedere sia a fonti presentatemi in maniera automatica da un aggregatore (costruito secondo le mie preferenze) che da notizie filtrate da una redazione (o equivalente), cioè da persone che hanno sensibilità, interessi e conoscenze ed anche opinioni differenti dalla mia. Altrimenti mi rinchiudo da solo nel mio walled garden.

Inoltre, anche volendo affermare che il microblogging possa sostituire le agenzie di stampa bisogna considerare il digital divide: la copertura dell&#039;incidente aereo è stata così accurata perché è accaduto nel &quot;core&quot; della civiltà tecnodigitale; ma quando gli incidenti capitano in zone sperdute del mondo, non connesse? Se non lo dice Twitter, significa che l&#039;aereo non è caduto?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalismo non è solo registrazione dei fatti: al limite quello è il lavoro delle agenzie di stampa. Il giornalismo è &#8211; dovrebbe essere &#8211; anche approfondimento, indagine, inchiesta ovvero l&#8217;analisi della realtà. I giornalisti dovrebbero essere gli &#8220;storici del presente&#8221;. Ed i giornali &#8211; che siano cartacei o digitali &#8211; non sono solo cronaca, ma anche terza pagina, editoriali, reportage.</p>
<p>Che vi sia una trasformazione è indubbio ma io preferisco avere la possibilità di accedere sia a fonti presentatemi in maniera automatica da un aggregatore (costruito secondo le mie preferenze) che da notizie filtrate da una redazione (o equivalente), cioè da persone che hanno sensibilità, interessi e conoscenze ed anche opinioni differenti dalla mia. Altrimenti mi rinchiudo da solo nel mio walled garden.</p>
<p>Inoltre, anche volendo affermare che il microblogging possa sostituire le agenzie di stampa bisogna considerare il digital divide: la copertura dell&#8217;incidente aereo è stata così accurata perché è accaduto nel &#8220;core&#8221; della civiltà tecnodigitale; ma quando gli incidenti capitano in zone sperdute del mondo, non connesse? Se non lo dice Twitter, significa che l&#8217;aereo non è caduto?</p>
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