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	<title>Commenti a: La società dei testimoni</title>
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		<title>Di: Stefania Fussi</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-478</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Fussi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 10:13:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bellissimi commenti, vi ringrazio davvero tanto, interessante ragionare, obiettare, supportare, completare e condividere con voi =) Grazie ancora, a presto!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimi commenti, vi ringrazio davvero tanto, interessante ragionare, obiettare, supportare, completare e condividere con voi =) Grazie ancora, a presto!</p>
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		<title>Di: Andre</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-477</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:29:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello che hai scritto è tanto bello quanto vero... Condivido ogni parola... In più credo che ad avere portato tutti noi (me compreso) alla voglia di &quot;digitalizzarsi&quot; sia un sentimento nascosto (e a volte fin troppo taciuto) di paura di perdere la nostra identità e di uniformarci di fronte alle regole di una società sempre più globale che vuole che siamo fatti tutti in un certo modo, che ci comportiamo e pensiamo in una certa maniera... che non premia il singolo ma il gruppo... Ecco che allora la moderna tecnologia ci offre la possibilità di &quot;venir fuori dal gregge&quot; e di far capire al resto del mondo (e forse in primis a noi stessi) chi siamo realmente e quali sono i nostri pensieri, sogni, aspirazioni, etc.... insomma ci consente di dire la nostra e di farla sapere a molti!! In realtà troppo spesso si ottiene addirittura l&#039;effetto contrario uniformandosi al pensiero corrente che va più di moda in quel momento, riproponendolo nella stessa veste o quasi diverse volte, senza però farlo realmente proprio e senza chiedersi se davvero la si pensa così... e spesso questo non fa che amplificare il nostro senso di solitudine &amp; smarrimento!! 
La società moderna ci ha procurato questa perdita di individualismo ma al contempo ci ha anche fornito uno strumento in più per ritrovare noi stessi (confrontandoci con gli altri attraverso i social network!!)... sta a noi capirlo e saperlo sfruttare al meglio... 
Ciao Stefy!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che hai scritto è tanto bello quanto vero&#8230; Condivido ogni parola&#8230; In più credo che ad avere portato tutti noi (me compreso) alla voglia di &#8220;digitalizzarsi&#8221; sia un sentimento nascosto (e a volte fin troppo taciuto) di paura di perdere la nostra identità e di uniformarci di fronte alle regole di una società sempre più globale che vuole che siamo fatti tutti in un certo modo, che ci comportiamo e pensiamo in una certa maniera&#8230; che non premia il singolo ma il gruppo&#8230; Ecco che allora la moderna tecnologia ci offre la possibilità di &#8220;venir fuori dal gregge&#8221; e di far capire al resto del mondo (e forse in primis a noi stessi) chi siamo realmente e quali sono i nostri pensieri, sogni, aspirazioni, etc&#8230;. insomma ci consente di dire la nostra e di farla sapere a molti!! In realtà troppo spesso si ottiene addirittura l&#8217;effetto contrario uniformandosi al pensiero corrente che va più di moda in quel momento, riproponendolo nella stessa veste o quasi diverse volte, senza però farlo realmente proprio e senza chiedersi se davvero la si pensa così&#8230; e spesso questo non fa che amplificare il nostro senso di solitudine &amp; smarrimento!!<br />
La società moderna ci ha procurato questa perdita di individualismo ma al contempo ci ha anche fornito uno strumento in più per ritrovare noi stessi (confrontandoci con gli altri attraverso i social network!!)&#8230; sta a noi capirlo e saperlo sfruttare al meglio&#8230;<br />
Ciao Stefy!</p>
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		<title>Di: Gio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-476</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:55:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Probabile che l&#039;appiattimento sia un sedativo, oso aggiungere però che è più un &quot;palliativo&quot; che tende ad alleviare i sintomi e le conseguenze, ma non risolve il problema di fondo –ben più grave– su cui si fonda anche la già citata &quot;cultura di rete&quot; (e tutte le altre culture).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabile che l&#8217;appiattimento sia un sedativo, oso aggiungere però che è più un &#8220;palliativo&#8221; che tende ad alleviare i sintomi e le conseguenze, ma non risolve il problema di fondo –ben più grave– su cui si fonda anche la già citata &#8220;cultura di rete&#8221; (e tutte le altre culture).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Stefania Fussi</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-475</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Fussi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 12:14:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Giacomo: Eccome!!! :) 

@ alby: Grazie di cuore, davvero!

@ Gio: Citi il mio poeta preferito dai tempi del liceo... Ci sarebbero davvero tante argomentazioni da approfondire.  
Pienamente d&#039;accordo con il tuo intervento. 
Che l&#039;appiattimento sia un sedativo a questo senso di solitudine interiore del pastore - e quindi di tutti, per dirla con Leopardi?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giacomo: Eccome!!! <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>@ alby: Grazie di cuore, davvero!</p>
<p>@ Gio: Citi il mio poeta preferito dai tempi del liceo&#8230; Ci sarebbero davvero tante argomentazioni da approfondire.<br />
Pienamente d&#8217;accordo con il tuo intervento.<br />
Che l&#8217;appiattimento sia un sedativo a questo senso di solitudine interiore del pastore &#8211; e quindi di tutti, per dirla con Leopardi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Gio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-474</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:21:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=1515#comment-474</guid>
		<description><![CDATA[pardon, le tag si sono mangiate la citazione di Leopardi, se puoi reinseriscila:
&quot;E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l&#039;aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?&quot;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pardon, le tag si sono mangiate la citazione di Leopardi, se puoi reinseriscila:<br />
&#8220;E quando miro in cielo arder le stelle;<br />
Dico fra me pensando:<br />
A che tante facelle?<br />
Che fa l&#8217;aria infinita, e quel profondo<br />
Infinito Seren? che vuol dir questa<br />
Solitudine immensa? ed io che sono?&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-473</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:19:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=1515#comment-473</guid>
		<description><![CDATA[Come non si può concordare con quello che dici, e mi piace pure la forma in cui l&#039;hai detto, quasi poetica!

Vorrei proporre solo 2 spunti: in primis la &quot;cultura di rete&quot; è uno specchietto per le allodole, quello che manca è un valore di fondo della persona che è andato via via assottigliandosi nel tempo (non voglio generalizzare, ma tempo fa &quot;qualcuno&quot; ha detto &lt;&gt;); e concludo che prima della grande madre rete –e prima ancora della televisione spazzatura– la visibilità non era affatto un problema, la aveva chi era meritevole di riceverla, mentre oggi assistiamo all&#039;appiattimento delle personalità perché chiunque è in grado di esporsi, spesso senza pensare a cosa poter/voler dire.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come non si può concordare con quello che dici, e mi piace pure la forma in cui l&#8217;hai detto, quasi poetica!</p>
<p>Vorrei proporre solo 2 spunti: in primis la &#8220;cultura di rete&#8221; è uno specchietto per le allodole, quello che manca è un valore di fondo della persona che è andato via via assottigliandosi nel tempo (non voglio generalizzare, ma tempo fa &#8220;qualcuno&#8221; ha detto &lt;&gt;); e concludo che prima della grande madre rete –e prima ancora della televisione spazzatura– la visibilità non era affatto un problema, la aveva chi era meritevole di riceverla, mentre oggi assistiamo all&#8217;appiattimento delle personalità perché chiunque è in grado di esporsi, spesso senza pensare a cosa poter/voler dire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alby</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-472</link>
		<dc:creator><![CDATA[alby]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 20:54:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Puntuale sintesi di quello che sta per diventare una filone di pensiero, una nuova filosofia, quella del multimediale....è il futuro. Complimentissimi.....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Puntuale sintesi di quello che sta per diventare una filone di pensiero, una nuova filosofia, quella del multimediale&#8230;.è il futuro. Complimentissimi&#8230;..</p>
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	<item>
		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-471</link>
		<dc:creator><![CDATA[giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 13:32:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come diceva il poeta :
&quot;falla girare&quot;
Si....é vero,  dolce é sapere che qualcuno si interessa a te.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come diceva il poeta :<br />
&#8220;falla girare&#8221;<br />
Si&#8230;.é vero,  dolce é sapere che qualcuno si interessa a te.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Stefania Fussi</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-470</link>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Fussi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 13:14:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Mic: Grazie! 

@ Nicola: Mi fa piacere che anche tu sia d&#039;accordo :)

@ Lorena: Favolosa ;)

@ Jose: Sì, sarebbe un buon aiuto all&#039;educazione &quot;virtuale&quot; se così possiamo soprannominarla :) E, come dici tu, è difficile difendersi dai pericoli del web. Talvolta credo però che entrino in gioco delle dinamiche più radicate e meno plasmabili dal buon senso, mi riferisco, per ricongiungermi anche al discorso di Isabella, all&#039;umano egocentrismo.  Trovare spazio in questo senso diventa, a mio parere, il motivo per cui si accende la nostra &quot;dipendenza&quot; verso lo strumento web2.0 con tutte le conseguenze del caso.  Dipendenza che può essere più o meno assidua, sia chiaro.

@Isabella: In parte credo di essermi schierata dalla tua parte con la risposta a Jose. Per il resto sono d&#039;accordo, certo le apparenze sono sovrane in moltissimi contesti. Ora possiamo anche costruire i nostri alter ego virtuali, nasconderci dietro una descrizione fasulla... In poche parole, manipolare l&#039;immagine di noi stessi. Figuriamoci il potere della società... 
Panem et circenses dice qualcosa anche a te? ;)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mic: Grazie! </p>
<p>@ Nicola: Mi fa piacere che anche tu sia d&#8217;accordo <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>@ Lorena: Favolosa <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>@ Jose: Sì, sarebbe un buon aiuto all&#8217;educazione &#8220;virtuale&#8221; se così possiamo soprannominarla <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  E, come dici tu, è difficile difendersi dai pericoli del web. Talvolta credo però che entrino in gioco delle dinamiche più radicate e meno plasmabili dal buon senso, mi riferisco, per ricongiungermi anche al discorso di Isabella, all&#8217;umano egocentrismo.  Trovare spazio in questo senso diventa, a mio parere, il motivo per cui si accende la nostra &#8220;dipendenza&#8221; verso lo strumento web2.0 con tutte le conseguenze del caso.  Dipendenza che può essere più o meno assidua, sia chiaro.</p>
<p>@Isabella: In parte credo di essermi schierata dalla tua parte con la risposta a Jose. Per il resto sono d&#8217;accordo, certo le apparenze sono sovrane in moltissimi contesti. Ora possiamo anche costruire i nostri alter ego virtuali, nasconderci dietro una descrizione fasulla&#8230; In poche parole, manipolare l&#8217;immagine di noi stessi. Figuriamoci il potere della società&#8230;<br />
Panem et circenses dice qualcosa anche a te? <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: isabella cesareo</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/#comment-469</link>
		<dc:creator><![CDATA[isabella cesareo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:26:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[l&#039;essere visibili è il contrario dell&#039;essere invisibili. e a chi piacerebbe esserlo? scrittori, poeti, filosofi, tutti gli artisti, ma anche molti scienziati, sebbene non tutti, ognuno a suo modo cerca visibilità, riscontri e comferme al suo esserci. Altra cosa, a mio parere, è ciò che subdolamente impone l&#039;attuale società. l&#039;immagine ad ogni costo è una pratica sociale che si basa solo ed esclusivamente &quot; sull&#039;apparenza&quot;  e che tende essenzialmente a creare un habitus mentale docile ,  conformista e anestetizzato che ci renda incapaci di cogliere i veri contenuti ed il significato di ciò che accade nella realtà della nostra esistenza.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;essere visibili è il contrario dell&#8217;essere invisibili. e a chi piacerebbe esserlo? scrittori, poeti, filosofi, tutti gli artisti, ma anche molti scienziati, sebbene non tutti, ognuno a suo modo cerca visibilità, riscontri e comferme al suo esserci. Altra cosa, a mio parere, è ciò che subdolamente impone l&#8217;attuale società. l&#8217;immagine ad ogni costo è una pratica sociale che si basa solo ed esclusivamente &#8221; sull&#8217;apparenza&#8221;  e che tende essenzialmente a creare un habitus mentale docile ,  conformista e anestetizzato che ci renda incapaci di cogliere i veri contenuti ed il significato di ciò che accade nella realtà della nostra esistenza.</p>
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