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	<title>Commenti a: Etnografia applicata a FriendFeed</title>
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		<title>Di: Gianmarco Lodi</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-505</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Lodi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:03:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io credo essenzialmente una cosa. Non si possono applicare i vecchi parametri etnografici o antropologici (che dir si voglia) ai cosidetti nuovi media.
Credo che se ne debbano applicare dei nuovi magari senza cadere in nuove antropometrie e pagerankcentrismi (scusate il neologismo)
Io credo che tutti gli utenti web e più specificatamente quelli del social networking possano dirsi inseriti in una comunità.
Ma dove sono i confini che definiscono un identità?
E come una volta trovati questi confini si ridefiniscono in base agli orizzonti culturali altri?
Ora io non dare una risposta ma credo di poter dire che quello che bisogna fare per un indagine antropologica seria sui social network non bisogna guardare tanto a malinowski in quanto è ovvio siamo tutti osservatori partecipanti ma più a Lev Manovich (Il linguaggio dei nuovi media)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo essenzialmente una cosa. Non si possono applicare i vecchi parametri etnografici o antropologici (che dir si voglia) ai cosidetti nuovi media.<br />
Credo che se ne debbano applicare dei nuovi magari senza cadere in nuove antropometrie e pagerankcentrismi (scusate il neologismo)<br />
Io credo che tutti gli utenti web e più specificatamente quelli del social networking possano dirsi inseriti in una comunità.<br />
Ma dove sono i confini che definiscono un identità?<br />
E come una volta trovati questi confini si ridefiniscono in base agli orizzonti culturali altri?<br />
Ora io non dare una risposta ma credo di poter dire che quello che bisogna fare per un indagine antropologica seria sui social network non bisogna guardare tanto a malinowski in quanto è ovvio siamo tutti osservatori partecipanti ma più a Lev Manovich (Il linguaggio dei nuovi media)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: aghost</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-504</link>
		<dc:creator><![CDATA[aghost]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 07:52:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma nel villaggio globale possono esistere delle &quot;etnie&quot; cosi&#039; come comunemente si sono intese fin qui? Senza un vero rapporto fisico, sociale, ho qualche dubbio :)

Sono come gli &quot;amici&quot; di Facebook, ma chi li ha mai visti?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma nel villaggio globale possono esistere delle &#8220;etnie&#8221; cosi&#8217; come comunemente si sono intese fin qui? Senza un vero rapporto fisico, sociale, ho qualche dubbio <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sono come gli &#8220;amici&#8221; di Facebook, ma chi li ha mai visti?</p>
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		<title>Di: Roldano De Persio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-503</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roldano De Persio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 20:53:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roberto i mondi, come gli ecosistemi sono invariabili sulla scala delle dimensioni. Un &quot;mondo&quot; può essere fatto anche da 100 aborigeni. FF è un piccolo mondo nuovo all&#039;estramo della coda.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto i mondi, come gli ecosistemi sono invariabili sulla scala delle dimensioni. Un &#8220;mondo&#8221; può essere fatto anche da 100 aborigeni. FF è un piccolo mondo nuovo all&#8217;estramo della coda.</p>
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		<title>Di: roberto venturini</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-502</link>
		<dc:creator><![CDATA[roberto venturini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 20:05:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla parte antropologica, perfettamente d&#039;accordo. Sulla coda lunga molto meno. Ma quello è un altro discorso. E non dimentichiamoci che comunque oggi, e per parecchio tempo a venire, su FF&amp;Co non c&#039;è il mondo, ma un suo sottoinsieme numericamente limitato...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla parte antropologica, perfettamente d&#8217;accordo. Sulla coda lunga molto meno. Ma quello è un altro discorso. E non dimentichiamoci che comunque oggi, e per parecchio tempo a venire, su FF&amp;Co non c&#8217;è il mondo, ma un suo sottoinsieme numericamente limitato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: rainwiz</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-501</link>
		<dc:creator><![CDATA[rainwiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 12:19:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche io sono un antropologo interessato a fare ricerca negli ambienti che una volta definivamo &quot;cyber&quot;: social network, web, reti. 
In questi ultimi mesi sto tristemente notando una tendenza a stirare il significato di parole come etnografia e antropologia. Probabilmente stanno diventando termini COOL e quindi strumenti di marketing dei consulenti Web: ci sono persone che, facendo delle interviste in profondità o dei focus group con gli utenti di un servizio web, sono convinte di fare etnografia. Tutte le presentazioni che ho visto negli ultimi due anni giravano intorno alla Commercial ethnography o business anthropology.

Io sto preparando un paper per fare un po&#039; di chiarezza e sgombrare il campo da una serie di equivoci: si può fare ricerca etnografica sul Web? Certo che si, anzi si deve, ma la riflessione sui metodi da mettere in campo è molto ampia e coinvolge concetti come &quot;cultura&quot;, &quot;campo&quot; ed &quot;etnicità&quot; sui quali la ricerca antropologica s&#039;interroga da decenni. Il rischio che corriamo è appiccicare le etichette &quot;antropologia/etnografia&quot; a una serie di tecniche di ricerca qualitativa (meglio dire &quot;non standard&quot;) note da anni sia a chi fa ricerca sociale che a chi opera nel campo delle ricerche di mercato. Questo sarebbe un peccato nonché uno svuotamento delle caratteristiche uniche del nostro approccio: etnografia è il racconto di un&#039;esperienza dove l&#039;identità (il &quot;noi&quot;) e l&#039;alterità (quello che percepiamo come altro) si mettono in gioco reciprocamente nel tentativo di stabilire un dialogo, una relazione, un cortocircuito, un possibile -orama.

Mi rendo conto che anche il testo di questo breve commento mi sta sfuggendo di mano e mi fermo. Mi piacerebbe trovare insieme strumenti e modalità per portare avanti queste discussioni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io sono un antropologo interessato a fare ricerca negli ambienti che una volta definivamo &#8220;cyber&#8221;: social network, web, reti.<br />
In questi ultimi mesi sto tristemente notando una tendenza a stirare il significato di parole come etnografia e antropologia. Probabilmente stanno diventando termini COOL e quindi strumenti di marketing dei consulenti Web: ci sono persone che, facendo delle interviste in profondità o dei focus group con gli utenti di un servizio web, sono convinte di fare etnografia. Tutte le presentazioni che ho visto negli ultimi due anni giravano intorno alla Commercial ethnography o business anthropology.</p>
<p>Io sto preparando un paper per fare un po&#8217; di chiarezza e sgombrare il campo da una serie di equivoci: si può fare ricerca etnografica sul Web? Certo che si, anzi si deve, ma la riflessione sui metodi da mettere in campo è molto ampia e coinvolge concetti come &#8220;cultura&#8221;, &#8220;campo&#8221; ed &#8220;etnicità&#8221; sui quali la ricerca antropologica s&#8217;interroga da decenni. Il rischio che corriamo è appiccicare le etichette &#8220;antropologia/etnografia&#8221; a una serie di tecniche di ricerca qualitativa (meglio dire &#8220;non standard&#8221;) note da anni sia a chi fa ricerca sociale che a chi opera nel campo delle ricerche di mercato. Questo sarebbe un peccato nonché uno svuotamento delle caratteristiche uniche del nostro approccio: etnografia è il racconto di un&#8217;esperienza dove l&#8217;identità (il &#8220;noi&#8221;) e l&#8217;alterità (quello che percepiamo come altro) si mettono in gioco reciprocamente nel tentativo di stabilire un dialogo, una relazione, un cortocircuito, un possibile -orama.</p>
<p>Mi rendo conto che anche il testo di questo breve commento mi sta sfuggendo di mano e mi fermo. Mi piacerebbe trovare insieme strumenti e modalità per portare avanti queste discussioni.</p>
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		<title>Di: piero vereni</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-500</link>
		<dc:creator><![CDATA[piero vereni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 20:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Faccio l&#039;antropologo, e la questione dell&#039;etnografia dei social network è un tema della mia ricerca attuale (sul ruolo dei media nella produzione delle identità collettive). sto cercando di mettere a punto una metodologia di ricerca etnografica per questo soggetto, che ha però il problema di essere disperso. Mentre cioè per studiare i Trobriandesi Malinowski andò alle isole Trobriand soggiornandovi un paio d&#039;anni, vivendo con i nativi, imparando la lingua e &quot;integrandosi&quot; (per come era possibile a un maschio bianco dell&#039;epoca) oggi io, che voglio fare etnografia di Facebook (o FriendFinder o Twitter) non posso limitarmi ad avere un account su questi siti di social networking, e devo sforzarmi di capire come questa vita in rete si incastra con la vita quotidiana off line. Sto appunto valutando i passi per organizzare una metodologia di ricerca plausibile, anche se la faccenda è piuttosto complicata.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio l&#8217;antropologo, e la questione dell&#8217;etnografia dei social network è un tema della mia ricerca attuale (sul ruolo dei media nella produzione delle identità collettive). sto cercando di mettere a punto una metodologia di ricerca etnografica per questo soggetto, che ha però il problema di essere disperso. Mentre cioè per studiare i Trobriandesi Malinowski andò alle isole Trobriand soggiornandovi un paio d&#8217;anni, vivendo con i nativi, imparando la lingua e &#8220;integrandosi&#8221; (per come era possibile a un maschio bianco dell&#8217;epoca) oggi io, che voglio fare etnografia di Facebook (o FriendFinder o Twitter) non posso limitarmi ad avere un account su questi siti di social networking, e devo sforzarmi di capire come questa vita in rete si incastra con la vita quotidiana off line. Sto appunto valutando i passi per organizzare una metodologia di ricerca plausibile, anche se la faccenda è piuttosto complicata.</p>
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		<title>Di: Roldano De Persio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-499</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roldano De Persio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 17:40:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Davide un commento sarebbe riduttivo rispetto a quello che si potrebbe dire. Io non ho soluzioni, o meglio io partirei dal lavoro di Ulf Hannerz, Esplorare la città, Antropologia della vita quotidiana e in particolare dal Capitolo 5 - ragionare per reti. Io non sono un antropologo e vedo spesso le cose in un ottica vicina a quella delle aziende e mi domando quanto questo modo di ragionare sarebbe utile al marketing.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davide un commento sarebbe riduttivo rispetto a quello che si potrebbe dire. Io non ho soluzioni, o meglio io partirei dal lavoro di Ulf Hannerz, Esplorare la città, Antropologia della vita quotidiana e in particolare dal Capitolo 5 &#8211; ragionare per reti. Io non sono un antropologo e vedo spesso le cose in un ottica vicina a quella delle aziende e mi domando quanto questo modo di ragionare sarebbe utile al marketing.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-498</link>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 15:26:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando si applica la scienza alle relazioni umane escono fuori sempre belle cose. Tuttavia non riesco ad intravedere paradigmi fondamentali su cui basare questa &quot;disciplina&quot;. Vuoi provare a formularne qualcuno?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si applica la scienza alle relazioni umane escono fuori sempre belle cose. Tuttavia non riesco ad intravedere paradigmi fondamentali su cui basare questa &#8220;disciplina&#8221;. Vuoi provare a formularne qualcuno?</p>
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	<item>
		<title>Di: Jose</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-497</link>
		<dc:creator><![CDATA[Jose]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 10:55:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Hai ragione, si passerà dalle tribù alle microtribù, anche queste rientranti a buon diritto in una sorta di lunga coda sulla quale disseminare prodotti ad hoc e chiedere informazioni su come migliorarli.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, si passerà dalle tribù alle microtribù, anche queste rientranti a buon diritto in una sorta di lunga coda sulla quale disseminare prodotti ad hoc e chiedere informazioni su come migliorarli.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roldano De Persio</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/09/27/etnografia-friendfeed/#comment-496</link>
		<dc:creator><![CDATA[Roldano De Persio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 10:49:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scusa ma i miei flame che sono? LOL :D Comunque, a parte gli scherzi, la cosa mi interessa molto perché l&#039;ide che in futuro ci sarà sempre più consapevolezza dell&#039;esistenza di micromondi potrebbe cambiare lo scenario anche per le aziende.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa ma i miei flame che sono? LOL <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Comunque, a parte gli scherzi, la cosa mi interessa molto perché l&#8217;ide che in futuro ci sarà sempre più consapevolezza dell&#8217;esistenza di micromondi potrebbe cambiare lo scenario anche per le aziende.</p>
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