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	<title>The Marketer &#187; Recensioni</title>
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		<title>The Marketer &#187; Recensioni</title>
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		<title>In principio era il Verbo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 17:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;Il corpus complessivo della dottrina cattolica (e qui comprendo sia Vecchio e Nuovo Testamento, si ai commenti, le mille interpretazioni che ne hanno dato i teologi, ma anche i papi, i vescovi, e via via fino all&#8217;ultima omelia dei parroci &#8230; <a href="http://themarketer.info/2011/06/09/in-principio-era-il-verbo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=2382&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;Il corpus complessivo della dottrina cattolica (e qui comprendo sia Vecchio e Nuovo Testamento, si ai commenti, le mille interpretazioni che ne hanno dato i teologi, ma anche i papi, i vescovi, e via via fino all&#8217;ultima omelia dei parroci dei paesi più sperduti), non è altro che un continuo rimando a testi e parole che sono state scritte, o sono state pronunciate altrove o in altro momento. Esattamente ciò che accade con le pagine virtuali di internet&#8230;.quel corpus è la prima forma di ipertesto che l&#8217;umanità abbia mai conosciuto.&#8221;</p>
<p>&#8220;La Chiesa per secoli ha avuto come obiettivo la conquista di tutto il mercato, e non ha mai utilizzati una sola tecnica per volta da un punto di vista di marketing, ma sempre strategie diverse a seconda del territorio e degli obiettivi, agendo contemporaneamente su più fronti..&#8221;</p>
<p>&#8220;E dunque, l&#8217;unico modo per governare questa molteplicità era quello di riunire in <em>sistema</em> tutte le espressioni della Parola collegandole fra loro, cioè &#8230;creando un ipertesto. E se questo non fosse bastato ancora la Chiesa si sarebbe fatta <em>medium</em> essa stessa, diventando a sua volta canale di comunicazione. La Chiesa di oggi appare più che mai come un&#8217;enorme player multimediale rivolto verso il mondo, e mai come in questo caso si potrebbe affermare che &#8220;il medium è il messaggio stesso&#8221;.&#8221;</p>
<p>Questi brani sono tratti dal libro che sto leggendo in questi giorni:<a href="http://www.amazon.it/saldi-stagione-Perch%C3%A9-Chiesa-%C2%ABvende%C2%BB/dp/8856615320"><strong>Bruno Ballardini,</strong> <strong>Gesù e i saldi di fine stagione</strong></a> (edizioni <strong>PIEMME</strong>). Non l&#8217;ho ancora finito ma ritengo, fosse anche solo per le poche righe che ho trascritto qui, che <strong>Gesù e i saldi di fine stagione</strong> di <strong><strong>Bruno Ballardini </strong></strong>sia un testo che valga la pena leggere più di tanti libri di comunicazione che vedo in giro per le librerie. Ho trovato in questo (lo vogliamo chiamare romanzo?) idee originali e scritte in una forma che solo a prima vista appaiono descritte in modo colloquiale e semplice. In realtà <strong>Gesù e i saldi di fine stagione </strong>è, parafrasando Carl Phillip Gottlieb<strong> von Clausewitz,</strong> la continuazione di una vera e propria lezione universitaria di comunicazione e marketing espressa con altri mezzi.</p>
<p>Questo libro è sì una storia romanzata che descrive l&#8217; incontro/lezione tra un esperto di marketing e un cardinale di Santa Romana Chiesa che vuol capire di più su come poter salvare la Chiesa dal declino, ma più lo leggo e più mi viene in mente il <strong>Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</strong> di <strong>Galileo Galilei</strong>. Ma non sarà che il cardinale veste il ruolo del povero <strong>Semplicio</strong>?</p>
<p>Vero Ballardini? <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/2382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/2382/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=2382&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>91 miniregali per un Natale diverso</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/12/22/libro-gianluca-diegoli-minimarketing-tesi-marketing-diverso/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 12:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo Natale oltre ad intasare vie e negozi del centro alla ricerca della strenna adatta a parenti amori ed amici vicini e lontani fatevi un regalo personale. Il regalo che ho in mente è un regalo che in teoria avrebbe &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/12/22/libro-gianluca-diegoli-minimarketing-tesi-marketing-diverso/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=1081&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo Natale oltre ad intasare vie e negozi del centro alla ricerca della strenna adatta a parenti amori ed amici vicini e lontani fatevi un regalo personale. Il regalo che ho in mente è un regalo che in teoria avrebbe come target le persone che si occupano di marketing, ma in realtà sarebbe auspicabile che lo leggessero tutti.</p>
<p>Il regalo in questione non costa nulla o meglio costa solo la fatica di scaricarlo ed il tempo di leggerlo. Trovare il tempo di leggere è già di per se un dono che facciamo a noi stessi e se poi in questo tempo riflettiamo su come funziona il mondo e ci viene qualche dubbio su come agiamo noi ed i nostri simili il bonus è doppio.</p>
<p>Tutto questo arzigogolato panigirico è per presentare il libro di <a title="[mini]marketing" href="http://www.minimarketing.it/" target="_blank"><strong>Gianluca Diegoli</strong></a> <a title="Dowload libro Gianluca Diegoli" href="http://www.box.net/shared/g46bxmfyky" target="_blank"><strong>[mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso</strong></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.minimarketing.it/2008/12/il-libro-di-minimarketing-online.html" target="_blank"><img class="aligncenter" title="[mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso" src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2008/12/minimarketing-cover-h300.gif" alt="[mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso" width="244" height="300" /></a></p>
<p>Ora però non continuate a leggere questo post anche perché dopo questo paragrafo non troverete più nulla <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Vi esorto quindi a <a href="https://sbf.box.net/shared/g46bxmfyky" target="_blank"><strong>scaricare</strong></a><a href="http://"></a> il libro di Gianluca e a fare le vostre considerazioni personali. Oh mi raccomando cominciate ad entrare nell&#8217;ordine di idee che libri come  <strong><a title="Download libro Gianluca Diegoli" href="http://www.box.net/shared/g46bxmfyky" target="_blank"><strong>[mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso</strong></a> </strong>sono veri libri. Questo vero libro ha tanto di ISBN ed è curato da <a title="Simplicissimus Book Farm" href="http://www.simplicissimus.it/" target="_blank">Simplicissimus Book Farm.</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/1081/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/1081/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=1081&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SEO che? Tre manuali per cominciare a fare sul SEO</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/11/10/seo-recensione-manuali/</link>
		<comments>http://themarketer.info/2008/11/10/seo-recensione-manuali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 09:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Findability]]></category>
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		<category><![CDATA[Kristoher B. Jones]]></category>
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		<description><![CDATA[Il SEO ovvero Search Engine Optimization è la disciplina o meglio l&#8217;arte che ha come scopo quello di riuscire a posizionare siti o blog tra le prime posizioni delle prime pagine dei risultati dei motori ricerca (SERP). Esistono dei manuali &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/11/10/seo-recensione-manuali/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=730&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il SEO ovvero Search Engine Optimization è la disciplina o meglio l&#8217;arte che ha come scopo quello di riuscire a posizionare siti o blog tra le prime posizioni delle prime pagine dei risultati dei motori ricerca (SERP). Esistono dei manuali che sono ottimi per familiarizzare con il SEO e visto che il SEO in Italia come anche negli Stati Uniti viene ancora visto da molti clienti come un argomento misterioso, addirittura quasi magico, ho deciso di fare una breve recensione dei manuali che considero tra i migliori per chi voglia cominciare questo mestiere, ma anche per i clienti che vogliono vederci chiaro tra tante offerte e soluzioni.</p>
<p><strong>I maggiori esperti americani parlano, infatti, di un&#8217;ambiente, quello del SEO, in cui furoreggia lo Snake Oil. What the hek is Snake Oil? Ok breve spiegazione: avete presente i vecchi film western dove un tizio sul carro declamava le proprietà curative di un misterioso sciroppo panacea di tutti i mali? Ecco quello sciroppo è lo Snake Oil (Olio di serpente). Naturalmente era tutta una truffa, ma il mistero e la dialettica dell&#8217;imbonitore lo rendevano un prodotto desiderabile.</strong></p>
<p><strong>Alcuni SEO continuano a convincere clienti spaesati che si possa arrivare nelle prima pagine di Google in pochissimo tempo e con pochi soldi, oppure che basti la registrazione sui motori di ricerca o peggio ancora utilizzano tecniche poco pulite note nell&#8217;insieme come Black Hat SEO per ottenere risultati immediati esponendo il loro cliente al rischio di essere bannato da Google per comportamento scorretto. Google è spietato e appena sgarri alza il cartellino rosso e sei fuori!</strong></p>
<p>Andiamo dunque alla presentazione dei 3 libri consigliati!</p>
<p>Il primo dei manuali è <strong>Search Engine Optimization for Dummies</strong>, autore <strong>Peter Kent</strong>, editore <strong>Wiley</strong>. Questo libro come dice il titolo si rivolge a coloro che sono a digiuno di motori di ricerca e SEO. Manuale molto denso e corposo &#8211; 408 pagine &#8211; ma facilmente leggibile.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/11/search-engine-optimization-for-dummies.jpg"><img class="size-full wp-image-735 aligncenter" title="search engine optimization for dummies" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/11/search-engine-optimization-for-dummies.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p>Tipico dello stile <strong>for dummies</strong> i capitoli sono molto amichevoli e discorsivi con qualche aneddoto divertente. Qualcuno leggendo il capitolo 3 rimarrà colpito nel leggere un affermazione molto forte di Peter Kent che a pagina 41 afferma:&#8221;<strong>Don&#8217;t Trust Your Web Designer</strong>&#8221; Peter con web agency e web designer ci va giù duro e afferma che non capiscono nulla di SEO e che anzi sono pericolosi per il destino del vostro sito:&#8221;<strong>Don&#8217;t rely on your Web designer to manage your SEO project. In fact, I know that many of you are reading this book because you did just that, and have realized the error of your ways</strong>&#8220;. Più chiaro di così!</p>
<p>Intendiamoci  nonostante abbia visto cose che voi umani&#8230;quelle sono le idee di Peter, io riguardo le web agency sono meno talebano!</p>
<p>Il secondo manuale consigliato ha come titolo <strong>Search Engine Optimization</strong>, <strong>Your visual blueprint for effective Internet marketing</strong>, autore <strong>Kristopher B. Jones</strong>, casa editrice  <strong>Wiley. </strong>Il punto di forza di questa guida blu è l&#8217;immagine. <strong>Quasi tutte le pagine sono infatti costruite con immagini e schermate con freccie ed indicazioni dei diversi punti trattati</strong>. Il libro di Kristopher B. Jones non è discorsivo ma sintetico e molto pratico. Moltissimi i temi introdotti che consentono di avere basi molto solide per approfondire. Molti i  paragrafi extra dove si leggono consigli utili e approfondimenti degli argomenti trattati.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/11/seo-blueprint.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-743" title="Search Engine Optimization, Your visual bleprint for effective Internet marketing" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/11/seo-blueprint.jpg?w=160&h=180#038;h=300" alt="" width="160" height="180" /></a></p>
<p>Va detto che entrambi i manuali descrivono sia concetti validi in termini generali sia esempi di fenomeni e tool tipici del mercato USA. Cercate sempre di avere l&#8217;accortezza di contestualizzare e adattare i consigli al vostro mercato di riferimento, che non è detto che sia necessariamente quello italiano. Se ad esempio lavorate con la Francia cercate tutto quello che è specifico per quella lingua e quel mercato.</p>
<p>Last but not least il manuale di <strong>Aarron Walter</strong> dal titolo <strong>Building Findable Websites, Web Standards, SEO, and Beyond</strong> edito da <strong>New Riders</strong>. Questo è un manuale diverso da quelli descritti fino ad ora. Un manuale tecnico adatto ai webmaster, che consente di toccare con mano il codice html, css e php corretto per evitare problemi di indicizzazione nei motori di ricerca. Troverete però  anche consigli su come gestire Flash, Ajax e tutto ciò che caratterizza i siti attuali. Naturalmente se siete un marketer questo libro potrebbe spaventarvi, se siete  invece il webmaster del vostro sito potreste trovare un&#8217; ancora di salvezza insperata. Il libro continua anche on line sul sito <strong><a title="Building Findable Websites" href="http://buildingfindablewebsites.com" target="_blank">http://buildingfindablewebsites.com</a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/11/building-findable-websites.gif"><img class="size-medium wp-image-748 aligncenter" title="building findable websites" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/11/building-findable-websites.gif?w=148&h=180#038;h=300" alt="" width="148" height="180" /></a></p>
<p>Questi manuali sono come già detto un valido punto di inizio per chi vuole fare SEO o per i marketer che devono relazionarsi con chi dovra aiutarli nel posizionamento del loro sito. Chi desidera approfondire trova on line tantissima documentazione, ma spesso è troppa molto dispersiva.</p>
<p>C&#8217;è però un portale Alltop che racchiude <strong><a title="All top SEO" href="http://seo.alltop.com/" target="_blank">il meglio tra i guru dell&#8217;argomento SEO</a></strong>,<strong> </strong>inoltre, e qui scusate se faccio un po&#8217; di auto promozione, potete seguire il blog <strong><a title="http://searchenginemarketing.themarketer.info/" href="http://searchenginemarketing.themarketer.info/" target="_blank">SEO per tutti</a>.<br />
</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/730/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/730/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=730&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Search Engine Optimization, Your visual bleprint for effective Internet marketing</media:title>
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			<media:title type="html">building findable websites</media:title>
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		<title>Groundswell</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 12:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Book cover via Amazon Charlene Li e Josh Bernoff della Forrester Research hanno coniato un nuovo nome per tutto ciò che noi fino ad ora descrivevamo come UGC, WEB 2.0, Social Media. Groundswell è infatti il termine, con cui nel &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/08/29/groundswell/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=162&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img" style="float:right;display:block;margin:1em;"><a href="http://www.amazon.com/Groundswell-Winning-Transformed-Social-Technologies/dp/1422125009%3FSubscriptionId%3D0G81C5DAZ03ZR9WH9X82%26tag%3Dzemanta-20%26linkCode%3Dxm2%26camp%3D2025%26creative%3D165953%26creativeASIN%3D1422125009"><img style="border:medium none;display:block;" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/21u-rbR6MaL.jpg" alt="Book cover of " /></a><span class="zemanta-img-attribution"><a href="http://www.amazon.com/Groundswell-Winning-Transformed-Social-Technologies/dp/1422125009%3FSubscriptionId%3D0G81C5DAZ03ZR9WH9X82%26tag%3Dzemanta-20%26linkCode%3Dxm2%26camp%3D2025%26creative%3D165953%26creativeASIN%3D1422125009">Book cover via Amazon</a> </span></div>
<p><a title="Charlene Lì" href="http://www.forrester.com/Groundswell/authors.html" target="_blank"><strong>Char</strong><strong>l</strong><strong>ene Li</strong></a> e <a title="Josh Bernoff" href="http://www.forrester.com/Groundswell/authors.html" target="_blank"><strong>Josh Bernoff</strong></a> della <strong>Forrester Research</strong> hanno coniato un nuovo nome per tutto ciò che noi fino ad ora descrivevamo come UGC, <span class="zem_slink">WEB 2.0</span>, Social Media.</p>
<p>Groundswell è infatti il termine, con cui nel loro ultimo libro, i due analisti della Forrest Research sintetizzano le conseguenze sociali della rivoluzione digitale in atto: <strong>Groundswell, winning in a world transformed by social technologies, edito da <a title="Harvard Business Press" href="http://harvardbusinessonline.hbsp.harvard.edu/b01/en/books/books_home.jhtml" target="_blank"><span class="zem_slink">Harvard Business Press</span></a>.</strong></p>
<p>Negli USA Groundswell sta diventando un vero best seller tra gli addetti al marketing e alla comunicazione perché ha il pregio di essere strutturato come un manuale utile alle aziende per affrontare l&#8217;onda dell&#8217;opinione pubblica, lo tsunami digitale, la rivoluzione sociale internettiana. Groundswell, appunto.</p>
<p>Cos&#8217;è groundswell? Purtroppo in italiano non esiste una parola equivalente a groundswell. Cercando tra i dizionari online si trovano riferimenti a quello che in italiano si traduce come maremoto. Esistono però anche definizioni relative a gruppi di persone che insieme e spontaneamente si sentono accumunate in una causa:<a title="Freedictionary" href="http://www.thefreedictionary.com/groundswell" target="_blank"><em>A sudden gathering of force, as of public opinion: a groundswell of antiwar sentiment</em></a> oppure <span class="sense_break"><span class="sense_break"><span class="sense_content">a <a title="Webster" href="http://www.merriam-webster.com/dictionary/groundswell" target="_blank"><em>rapid spontaneous growth (as of political opinion) <span class="vi">&lt;a <em>groundswell</em> of support&gt;.</span></em></a></span></span></span></p>
<p>Charlene Li e Josh Bernoff definiscono groundswell come:&#8221;<strong><em>A social trend in wich people use technologies to get the things they need from each other, rather than from traditional institutions like corporations</em></strong>&#8220;.</p>
<p>In pratica che significa?  Ebay o il meno famoso <a class="zem_slink" title="Etsy" rel="homepage" href="http://www.etsy.com/">Etsy</a> sono, ad esempio, &#8220;tecnologie&#8221; che consentono a tutti noi di acquistare oggetti messi in vendita da semplici persone e non quindi da negozi o magazzini, come avveniva in passato. Linux è un sistema operativo risultato dello sforzo congiunto di migliaia di persone. Linux non è stato creato da un&#8217; azienda come Microsoft o Apple.</p>
<p><strong>Le persone però non si limitano solo ad acquistare o creare prodotti o tecnologie. Le persone commentano, descrivono, scambiano idee, discutono e fanno tutto questo in maniera pubblica su forum, blog, YouTube, etc. Nel prossimo futuro il numero di persone che parteciperanno alla conversazione sarà sempre più grande e sarà sempre più facile trovare recensioni di ogni tipo su qualunque prodotto</strong>.</p>
<p>Tutto questo è un minaccia per le aziende?  Secondo Charlene Li e Josh Bernoff non necessariamente. I due analisti propongono, infatti, una metodologia che permette di definire meglio quale dei mille canali di comunicazione (blog, YouTube, Facebook, Forum) è il più adatto in termini di ROI per dialogare con la propria clientela. Questo metodo si basa su l fatto che tutti noi non siamo uguali. C&#8217;è chi partecipa ai forum scrivendo una critica aspra di un prodotto e ci sono poi quelli più &#8220;pigri&#8221; che si limitano a lurkare. Altri ancora raccolgono informazioni a tutto spiano e le rendono disponoibili agli altri.</p>
<p>Secondo Charlene Li e Josh Bernoff occorre fare per prima cosa un <strong>Social Technographics Profile</strong> della propria clientela cercando di capire come è suddivisa in base alle seguenti categorie: <strong>Creators, Critics, Collectors, Joiners, Spectators, Inactives</strong>. Il mix delle diversa categorie consente di capire dove indirizzare meglio il budget.</p>
<p>Se, ad esempio, la percentulale di Joiners è elevata &#8211; all&#8217;incirca la metà &#8211; allora è consigliabile investire in Social Network come Facebook, se invece la nostra clientela è composta principalemente da Creative e Critics allora è conveniente in termini di ROI investire nella creazione di una comunità che verrà monitorata per capire se ci sono problemi, lamentele oppure suggerimenti utili alla produzione.</p>
<p>Gli How to, i suggerimenti pratici, descritti nel libro di Charlene Li e Josh Bernoff non si limitano ovviamente al solo Social Technographics Profile, ci sono, infatti, anche case study dove video virali o blog aziendali vengono analizzati per dimostrare quando e come queste tecnologie devono essere utilizzate.</p>
<p>In conclusione Groundswell è uno dei pochi manuali in circolazione che vale i soldi spesi per acquistarlo.</p>
<p>Su <a title="Minimarketing" href="http://www.minimarketing.it/index.htm" target="_blank">minimarketing</a> il blog di <a title="Gianluca Diegoli" href="http://www.linkedin.com/in/gluca" target="_blank">Gianluca Diegoli</a>,  potete trovare <a title="recensione Groundswell di Gianluca Diegoli" href="http://www.minimarketing.it/2008/07/la-solita-rubrichetta-del-critico.html" target="_blank">un punto di vista diverso su Groundswell</a>.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top:10px;height:15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/1ca15af7-314f-4160-b95f-d79c2e101dea/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border:medium none;float:right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=1ca15af7-314f-4160-b95f-d79c2e101dea" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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		<title>Putting People First</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 08:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso leggo con piacere i post che trovo su Putting People First, blog dedicato al notizie sull’experience design, sul design utente-centrico e sull’innovazione. Putting People First, qui anche in italiano, si trova sul sito di Experientia, una società di consulenza &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/03/27/putting-people-first/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=117&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso leggo con piacere i post che trovo su <a href="http://www.experientia.com/blog/" target="_blank" title="Putting People First">Putting People First</a>, blog dedicato al notizie sull’experience design, sul design utente-centrico e sull’innovazione. Putting People First, <a href="http://www.experientia.com/it/blog/" title="Putting People First" target="_blank">qui</a> anche in italiano, si trova sul sito di <a href="http://experientia.com/it/" target="_blank" title="Experientia">Experientia</a>, una società di consulenza internazionale con sede a Torino, fondata per aiutare aziende e organizzazioni ad innovare i propri prodotti, servizi e processi, attraverso una piena valorizzazione dell’esperienza degli utenti.</p>
<p>La mia modesta opinione è che il lavoro di  segnalazione, aggregazione e traduzione di Putting People First è prezioso e andrebbe divulgato quanto più possibile.</p>
<p>Su  Putting People First <a href="http://www.experientia.com/blog/the-human-side-of-moores-law/" title="The Human Side of Moore's law" target="_blank">potete scoprire</a> che:&#8221;Abbiamo raggiunto il punto nella nostra (disparata) adattazione sociale all’informatica e la tecnologia della comunicazione nel quale le generazioni tecniche più giovani hanno una tale autorità da essere impazienti e pronte a liberarsi di istituzioni che molti di noi ritengono essenziali, centrali e persino immortali. Sono pronti a disfarsi delle nostre scuole.&#8221; Estratto e tradotto da un articolo di <a href="http://www.pbs.org/cringely/" title="Robert X. Cringely" target="_blank">Robert X. Cringely</a></p>
<p>Oppure sempre su Putting People First  <a href="http://www.experientia.com/it/blog/esperti-contro-amateur-tiro-alla-fune-per-il-futuro/" title="Tiro alla fune per i futuro" target="_blank">potreste venire a sapere</a> che:&#8221;Potrebbe essere in corso un tiro alla fune per il futuro dei media tra i cosiddetti contenuti user-generated — tra cui gli amateur che producono blog, video e audio per il consumo pubblico — e i giornalisti, produttori di film e musica di professione, assieme alle facoltose aziende che li supportano. La conclusione più probabile: un approccio ibrido costruito attorno a modelli di business completamente nuovi, dicono gli esperti a Wharton.&#8221; Estratto e tradotto da <a href="http://knowledge.wharton.upenn.edu/article.cfm?articleid=1921" title="The Experts vs. the Amateurs: A Tug of War over the Future of Media" target="_blank">The Experts vs. the Amateurs: A Tug of War over the Future of Media</a></p>
<p>Siete esperti di tecnologia e a casa solo voi siete in grado di far funzionare i tecno oggetti? Questo <a href="http://www.experientia.com/it/blog/tecnologia-casalinga-fuori-controllo/" title="Tecnologia casalinga fuori controllo" target="_blank">articolo</a> sui risultati  di una ricerca commissionata da Logitech allora fa per voi.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/themarketer2.wordpress.com/117/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/themarketer2.wordpress.com/117/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/117/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=117&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Economia della felicità</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/02/12/economia-della-felicita/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 23:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente sono riuscito a leggere il bel libro di Luca De Biase il cui titolo impegnativo è Economia della felicità, dalla blogosfera al valore del dono e oltre, Serie Bianca Feltrinelli. Se dovessi definire con un solo aggettivo il libro di &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/02/12/economia-della-felicita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=96&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente sono riuscito a leggere il bel libro di <a target="_blank" href="http://blog.debiase.com/" title="Luca De Biase">Luca De Biase</a> il cui titolo impegnativo è <a target="_blank" href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000930" title="Economia della felicità">Economia della felicità</a>, dalla blogosfera al valore del dono e oltre, Serie Bianca Feltrinelli.</p>
<p>Se dovessi definire con un solo aggettivo il libro di Luca De Biase sceglierei senza ombra di dubbio la parola buddista. L&#8217;impressione che mi è rimasta è che ogni paragafo, anzi ogni singola frase è messa lì per dimostrare in maniera lenta e progressiva che tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora è fonte di infelicità e che al contrario la felicità si trova altrove.</p>
<p>L&#8217;altrove del libro Economia della felicità, non è, però, il nirvana oltremondano della religione buddista, ma uno stato mentale dove le nostre azioni fisiche hanno un elevato valore qualitativo, un mondo dove essere è meglio che avere:&#8221;Il gioco insaziabile del consumismo, lungi dall&#8217;apparire come una causa positiva di aumento del reddito nazionale, comincia a presentarsi come una forma  deleteria di dipendenza&#8221; e ancora:&#8221;&#8230;quello che conta è il bisogno di senso di ciò che si fa. Una cultura nella quale il senso sia tutto dentro il vantaggio monetario che si ottiene dall&#8217;attività economica non produce felicità.&#8221;  La ricchezza quindi, come recita il noto proverbio, non fa la felicità.</p>
<p>E allora? Se il mondo descritto e disegnato dall&#8217;economia, &#8220;la scienza triste&#8221; come la definisce Luca De Biase a pag. 70, ci crea tanta angoscia come possiamo riformare le nostre vite per aumentare il tasso di felicità più che il tasso di produttività?</p>
<p>Un suggerimento, o meglio il suggerimento di Yochai Benkler, potrebbe fare proprio al caso nostro:&#8221;persone che usano a fondo la rete collaborando gratuitamente intorno a progetti condivisi&#8221;. La rete come:&#8221;limite all&#8217;espansione della monetizzazione della vita sociale&#8221;. La rete come mezzo che ha la caratteristica di attivare:&#8221;una tendenza alla crisi delle strutture gerarchiche, poco flessibili e fortemente orientate al controllo degl individui&#8221;.</p>
<p>Il suggerimento di Yochai Benkler non è, ovviamente, l&#8217;unica cosa che mi ha colpito durante la lettura del libro. Ho scoperto, ad esempio, il significato di parole che allo stesso tempo hanno qualcosa di oscuro e affascinante come <em>esternalità negative posizionali</em> o anche <em>materialismo terminale</em> e ho anche letto una frase che solo all&#8217;apparenza può sembrare surreale:&#8221;i doni non sono perfettamente gratuiti&#8221;, che è una citazione del pensiero del sociologo e antropologo Marcel Mauss.</p>
<p>Insomma come ho già detto all&#8217;inizio finalmente sono riuscito a leggere l&#8217;Economia della felicità.</p>
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		<title>Non solo blog</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 16:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La parola politica, derivata dal greco polis, che significa città; l&#8217;antica città greca, che però ora è diventata qualcosa di più evoluto, più difficile da governare. La città è diventata, infatti, nazione, economia, commercio mondiale, inquinamento. Il compito nobile della &#8230; <a href="http://themarketer.info/2007/11/25/non-solo-blog/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=77&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola politica, derivata dal greco polis, che significa città; l&#8217;antica città greca, che però ora è diventata qualcosa di più evoluto,  più difficile da governare. La città è diventata, infatti, nazione, economia, commercio mondiale, inquinamento.</p>
<p>Il compito nobile della politica dovrebbe essere quello di gestire al meglio quest&#8217;insieme di cose.  Putroppo nella percezione comune la parola politica ricorda solo le istituzioni ed i partiti. La parola politica dovrebbe invece essere, vista la complessità delle sfide del mondo in cui viviamo, come qualcosa di più allargato, che coinvolge anche gli altri strati della società.</p>
<p>Chi dirige un&#8217;azienda, specie se questa è di dimensioni tali da andare oltre il territorio nazionale, non ha necessariamente occhi solo per fatturato, fusioni e trattative sindacali. La complessità del mondo attuale e le scelte che devono fare ogni giorno implicano che anche i manager debbano in qualche misura occuparsi di politica.  Naturalmente mi riferisco ad una politica diversa da quella dei colori dei partiti. La politica che ho in mente è, infatti, quella che ha un orizzonte futuro più ampio, una politica che è fatta di scelte strategiche e tecnologiche di ampio respiro.</p>
<p>Rimanendo in tema di politica, quella politica appunto, segnalo che in questi giorni è stato pubblicato il libro <span style="font-style:italic;"><a href="http://etaslab.corriere.it/dynuni/dyn/Catalogo/14117_Guandalini_Non-solo-blog.jhtml" title="Scheda libro Non solo blog - ETAS " target="_blank"><strong>Non solo blog</strong>,  La tecnologia di cui avremo bisogno</a></span>, edizioni ETAS, curato da <a href="http://www.economiaesocieta.it/Protagonisti/Maurizio_Guandalini.kl" title="Maurizio Guandalini" target="_blank"><strong>Maurizio Guandalini</strong></a>.</p>
<p><span style="font-style:italic;"><strong>Non solo blog</strong></span> è un libro corale con scritti firmati dai massimi dirigenti di alcuni dei più grandi marchi internazionali che, come è riportato sulla quarta di copertina:&#8221;<span style="font-style:italic;">provano a guardare lontano, a fare un pò di sana previsione e a individuare le soluzioni applicative che sembrano più promettenti e sulla quali l&#8217;industria italiana può realmente scommettere</span>&#8220;.</p>
<p><span style="font-style:italic;"><strong>Non solo blog</strong></span> non è un arido libro di tecnica o di economia, i 14 saggi sono infatti scritti con lo scopo di divulgare idee strategiche e tecnologiche, e quindi in ultima analisi anche politiche, che l&#8217;Italia dovrebbe fare per stare al passo con il resto del mondo. Gli autori dei 14 saggi sono: Enzo Biagini AD di Apple Italia, Gianfranco Lanci presidente di Acer Inc., Andrea Pontremoli ex AD di IBM, Enrico Albizzati AD di Pirelli Labs, Massimo della Porta di SAES Getters, Vincenzo Giori AD di Siemens, Massimiliano Magrini Country Manager di Google Italia, Antonio Marcegaglia CEO di Marcegaglia S.p.A., Federico Minoli ex AD di Ducati, Moretti Polegato di Geox, Vincenzo Novari AD di 3 Italia, Orlandi di Sorgenia, Umberto Paolucci Vicepresidente di Microsoft, Elserino Piol di Pino Partciapazioni S.p.A.</p>
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		<title>La forza del disordine</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 23:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa sono ritornato in una pizzeria, che non frequentavo da tempo. Questa pizzeria è abbastanza rinomata, il servizio è alla mano e questa cosa fa molto chic: praticamente devi fare quasi tutto da solo, la tovaglia è un &#8230; <a href="http://themarketer.info/2007/11/07/la-forza-del-disordine/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=70&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa sono ritornato in una pizzeria, che non frequentavo da tempo. Questa pizzeria è abbastanza rinomata, il servizio è alla mano e questa cosa fa molto chic: praticamente devi fare quasi tutto da solo, la tovaglia è un foglio di carta e le posate le disponi tu come più ti aggrada. Pare di stare a casa di tua nonna. La pizza però è buona. Il tiramisù poi, non ne parliamo&#8230; è fenomenale, praticamente quello di tua zia. Ok facciamo che è la mia, in fin dei conti che ne so io se tua zia fa un buon tiramisù?</p>
<p>La cosa che mi colpisce di questa pizzeria è la gestione della fila: non c&#8217;è gestione. Esempio se nella fila sono presenti gruppi di due, tre e più persone e si libera un tavolo da tre entra prima il gruppo di tre, anche se questo è arrivato dopo il gruppo di due. Giusto? No però funziona, almeno per l&#8217;organizzazione della pizzeria.</p>
<p>Questa cosa mi ha fatto pensare al libro che ho letto ultimamente il cui titolo è tutto un programma: <a href="http://www.libreriarizzoli.it/libro/abrahmson_eric_-_freedman_david_h-forza_del_disordine_la.aspx?ean=9788817015332" title="La forza del disordine" target="_blank">la forza del disordine</a>.</p>
<p><em>La forza del disordine</em>, scritto da <a href="http://www0.gsb.columbia.edu/whoswho/bio.cfm?UNI=ea1" title="Eric Abrahamson" target="_blank">Eric Abrahamson</a> e  <a href="http://www.freedman.com/" title="David H. Freedman" target="_blank">David H. Freedman</a>, edito in Italia da <a href="http://rcslibri.corriere.it/rizzoli/index.htm" title="Rizzoli" target="_blank">Rizzoli</a> è un libro fatto apposta per i disordinati incalliti, specie se gestiscono negozi o affini.</p>
<p>Il primo accenno a come ordine e gestione del negozio non vadano proprio di comune accordo lo trovate nell&#8217;introduzione del libro, dove viene descritta la storia di un certo Essam, proprietario &#8220;disordinato&#8221; di una rivendita di giornali.  Essam aveva come vicino un rivenditore di giornali che al contrario era ordinatissimo al punto tale da gestire tutto con un <em>ordinateur</em>, come direbbero i francesi, un computer diremmo noi. Essam vendeva meno giornali del suo vicino proprio a causa dell&#8217;inefficente organizzazione del suo negozio. Essam però è rimasto e l&#8217;altro ha chiuso. Essam alla fine della giornata faceva molti più soldi. Perché? Bella domanda, pensate alla coda della pizzeria e forse troverete la soluzione.</p>
<p><em>La forza del disordine</em> è un libro pieno di aneddoti che mettono in seria crisi la nostra cieca fede nell&#8217;organizzazione e nell&#8217;ordine. Tra tutti gli esempi vale la pena di ricordare il negozio di ferramenta super stipato e pieno fino all&#8217;inverosimile di oggetti introvabili. Un negozio di ferramenta che secondo il libro si trova a Needham, piccolo sobborgo di Boston e il cui proprietario è un certo Harvey Katz. Questo negozio funziona ed è a prova di concorrenza perché è la realizzazione pratica della teoria della coda lunga, ormai diventata famosa grazie al lavoro di Chris Anderson.</p>
<p>Spesso, come è ampiamente descritto nel libro, l&#8217;ordine viene identificato da una scrivania ordinata o perfino sgombra. Nel primo capitolo del libro viene riportata una frase attribuita ad Albert Einstein:&#8221;Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa, allora, è segno una scrivania vuota?&#8221;. Come è la vostra scrivania? Ordinata tendente al vuoto? Allora è proprio il caso che andiate a comprare il libro <em>la forza del disordine</em>. Attenzione, però,  se vi siete appena svegliati, prima di uscire non rifate il letto. Secondo alcuni rifare il letto è come allacciare le scarpe dopo che ve le siete tolte.</p>
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		<title>The Conscience of a Liberal</title>
		<link>http://themarketer.info/2007/10/27/the-conscience-of-a-liberal/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 14:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terza pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Un grandioso affresco della storia politica ed economica americana dal 1870 fino ai giorni nostri. Questa è una delle possibili definizioni che si può dare del recente libro scritto dell&#8217;economista e Columnist del New York Times Paul Krugman edito negli &#8230; <a href="http://themarketer.info/2007/10/27/the-conscience-of-a-liberal/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=66&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grandioso affresco della storia politica ed economica americana dal 1870 fino ai giorni nostri. Questa è una delle possibili definizioni che si può dare del recente libro scritto dell&#8217;economista e Columnist del <a href="http://www.nytimes.com/" title="New York Times" target="_blank">New York Times</a> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Krugman" title="Paul Krugman" target="_blank">Paul Krugman</a> edito negli USA dallla casa editrice USA  <a href="http://www.wwnorton.com/" title="W W Norton" target="_blank">W. W. Norton</a> e il cui titolo è <a href="http://www.amazon.com/Conscience-Liberal-Paul-Krugman/dp/0393060691" title="The Coscience of a Liberal" target="_blank">The Conscience of a Liberal</a>.</p>
<p>Paul Krugman è un economista di chiara fama, vincitore della medaglia John Bates Clark &#8211; il premio più insigne che può ricevere un economista americano &#8211; e professore di economia e affari internazionali alla Princeton University.</p>
<p>The Conscience of a Liberal non è però un libro di storia, perché la storia in The Conscience of a Liberal  serve solo come strumento. La storia economica e politica americana &#8211; divisa in ben definiti periodi: The Long Gilded Age, The New Deal etc.. &#8211; serve, infatti, solo come infrastruttura architettonica su cui costruire la dimostrazione della diseguaglianza economica e sociale come risultato della volonta politica e non la semplice e naturale conseguenza delle naturali leggi del mercato, come invece vorrebbero far pensare dubbie e sopravvalutate teorie. Vedi ad esempio il ciclo noto come  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kuznets_curve" title="La curva di Kuznets" target="_blank"><strong>La curva di Kuznets</strong></a>.</p>
<p>La scrittura piana e fluente del libro rende ancora più impressionante l&#8217;impatto con  le &#8220;dimostrazioni&#8221; di come molte forze abbiano collaborato per portare indietro l&#8217;orologio della giustizia civile e dell&#8217;eguaglianza sociale negli USA. Il J&#8217;accuse di Krugman pesa come un macigno nella coscienza di chi vorrebbe che la qualità della vita negli USA e più in generale nel mondo fosse migliore per tutti.</p>
<p>Se, ad esempio, ci si domanda perchè Truman nel 1946 non sia riuscito a realizzare un programma di assicurazione sanitaria nazionale negli USA si scopre che la causa principale di questa sconfitta si può riassumere in una parola sola: Razzismo. Lo stesso razzismo espresso in un discorso per la candidatura a governatore della California da parte di Ronald Regan:&#8221;Se un individuo vuole, nel vendere o affittare una casa, discriminare i negri o gli altri deve avere il diritto di farlo&#8221;</p>
<p>Krugman non si limita solo a denunciare e a dimostrare il fatto che ai poveri e alle minoranze etniche è stato sistematicamente negato il diritto di curarsi   e quindi di esistere. Il ritorno alla Gilded Age ha avuto come conseguenza anche l&#8217;impoverimento della classe media americana, che in questi anni è stata sfiancata dai debiti e Krugman sottolinea che non sono assolutamente debiti in cambio di beni di lusso.  La classe media americana oggi contrae debiti sotto forma di mutui per possedere una casa e rette per le migliori scuole al fine di garantire un futuro migliore ai propri figli.</p>
<p>Krugman, nonostante la tragedia dell&#8217; evidente prossimo sterminio della classe media, si dimostra ancora più cinico e dimostra, statistiche alla mano, che la speranza o meglio la fede dell&#8217;americano medio nella possibilità di migliorarsi è una pura fantasia. Krugman parla di una vera e propria &#8220;rat race&#8221;, una corsa dei topi. Le tabelle del libro dimostrano che ha maggiori possibilità di accedere ad un posto migliore nella società uno scandinavo od un francese.</p>
<p>Francia e Scandinavia, due posti dove, non a caso, la disparità sociale ed economica è molto minore rispetto agli USA.</p>
<p>Inoltre, leggendo The Conscience of a Liberal e seguendo nei vari capitoli la suddivisione della storia americana in ben definiti periodi storici, si scopre qualcosa di &#8220;inquietante&#8221;. Qualcosa che potremmo definire senza remore &#8220;negazionismo economico&#8221;.</p>
<p>Il ciclo economico virtuoso che va dagli anni venti agli anni cinquanta del secolo scorso, è stato definito da due storici dell&#8217;economia Claudia Goldin e Robert Margo come la &#8220;grande compressione&#8221;, in antitesi alla grande depressione. In questa fase di boom economico la classe media ha vissuto un periodo d&#8217;oro e il gap tra i ricchi e le classi lavoratrici si era molto ridotto.</p>
<p>Ebbene come descritto a pg. 55,  alcune persone trovano la realtà storica del periodo della grande compressione in qualche modo così &#8220;disturbante&#8221;, una così evidente negazione del loro credo su come dovrebbe andare il mondo, al punto da riscrivere la storia per cancellare ogni traccia del boom del dopoguerra definendolo un&#8217;illusione.  La diminuzione della disegualglianza nel reddito ha portato il boom nell&#8217;economia USA del dopo guerra e se questo sembra contraddire i libri di testo di economia, come dice Krugman:&#8221;allora c&#8217;è qualcosa di sbagliato nei testi di economia&#8221;.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/themarketer2.wordpress.com/66/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/themarketer2.wordpress.com/66/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/66/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=66&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Blog in azienda</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 22:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Bene, io non sono certo un esperto di web, ma sosterrei che, nonostante l&#8217;influenza di internet sulle decisioni di acquisto, la maggior parte delle grandi aziende tuttora comunica utilizzando le stesse sterili e protette tecniche che hanno utilizzato nei luoghi &#8230; <a href="http://themarketer.info/2007/10/16/blog-in-azienda/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=61&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Bene, io non sono certo un esperto di web, ma sosterrei che, nonostante l&#8217;influenza di internet sulle decisioni di acquisto, la maggior parte delle grandi aziende tuttora comunica utilizzando le stesse sterili e protette tecniche che hanno utilizzato nei luoghi più tradizionali sin dal tempo in cui iniziai la mia carriera&#8221;. Questo è quello che pensa <a href="http://fastlane.gmblogs.com/archives/2005/01/lutz_biography_1.html" title="Bob Lutz" target="_blank">Bob Lutz</a>, vice presidente di General Motors e se lo dice lui è molto probabile che sia molto vicino al vero. Bob Lutz è però un dirigente d&#8217;azienda molto particolare e potremmo anche dire che è un po&#8217; di parte. Bob Lutz è infatti un blogger e la frase riportata sopra è contenuta nella prefazione di ”<a href="http://etaslab.corriere.it/dynuni/dyn/Catalogo/14094_Weil_Blog-in-azienda.jhtml" target="_blank" title="Blog in azienda">Blog in azienda</a>“, che è l&#8217;edizione italiana &#8211; casa editrice <a href="http://www.etaslab.it/" target="_blank" title="ETASLAB">ETAS</a>- dell&#8217; ormai pluritradotto libro di <a href="http://www.debbieweil.com/speaking/bio/" title="Debbie Weil" target="_blank">Debbie  Weil</a>:  <a href="http://www.thecorporatebloggingbook.com/about/" title="The Corporate Blogging Book" target="_blank">&#8220;The Corporate Blogging Book&#8221;</a>.</p>
<p>L&#8217;edizione italiana è stata curata da <a href="http://www.digitalmarketinglab.it/leo-bellini/" title="Leonardo Bellini" target="_blank">Leonardo Bellini</a>, che oltre al lavoro di traduzione ha arricchito l&#8217;esperienza della lettura del libro di Debbie Weil con le interviste a 4 corporate blogger italiani, tutte riportate nella postfazione: <a href="http://www.andreutti.it/" title="Andrea Andreutti" target="_blank">Andrea Andreutti</a>, web marketing manager di Samsung Italia e responsabile del blog <a href="http://www.samsung-italia.net/" title="Samsung Italia News" target="_blank">Samsung Italia News</a>; Valentina Tolomelli, webmarketing manager di Ducati.com, dietro le quinte del famosissimo <a href="http://blog.ducati.com/" title="Desmoblog" target="_blank">Desmoblog</a>; <a href="http://blog.mandarinaduck.com/author/alessandro-leoni/" title="Alessandro Leoni" target="_blank">Alessandro Leoni</a>, amministratore delegato di Plastiweb, che descrive <a href="http://blog.mandarinaduck.com/" title="Duck Side" target="_blank">Duck Side</a> il blog di Mandarina Duck e le persone che ci sono dietro, prima fra tutte <a href="http://blog.mandarinaduck.com/i-blogger/" title="Rossana" target="_blank">Ducky</a> (<a href="http://www.themarketer.info/25-06-2007/intervista-a-duck-side-il-corporate-blog-di-mandarina-duck-parte-prima/" title="Intervista" target="_blank">ospitata anche su The Marketer</a>) e last but not least Nicola Zago, responsabile della comunicazione di Lago SpA e il cui blog è <a href="http://blog.lago.it/" title="Design Conversations" target="_blank">Design Conversations</a>.</p>
<p>Blog in Azienda è un libro di appena 222 pagine e di facile lettura, anche se andare avanti fino alla fine si rivela un impresa molto piacevole. Un libro così pieno di citazioni e informazioni ti porta a riflettere, specialmente nel caso in cui il lettore deve decidere se dotare o meno la propria azienda di un blog. Uno dei pregi del libro di Debbi Weil è, infatti, quello di non sottovalutare le difficoltà e le ansie delle aziende messe di fronte al fenomeno dei blog: il capitolo 3, &#8220;confrontarsi con la paura di bloggare&#8221; si occupa proprio di queste ansie.</p>
<p>Blog in Azienda si rivela inoltre una fonte incredibile di concetti, che almeno per il panorama italiano, sono ancora nuovi come ad esempio il blog interno, il ROB (Return on Blog) e il microbrand globale.</p>
<p>Secondo voi i CEO dovrebbero bloggare? Debbie Weil ha dedicato tutto il capitolo 5 del suo libro per cercare di rispondere a questa domanda. Io dal canto mio mi limito a citare <a href="http://www.sun.com/aboutsun/executives/schwartz/bio.jsp" title="Jonathan Schwartz" target="_blank">Jonathan Schwartz</a>, presidente e COO di <a href="http://www.sun.com/" title="Sun" target="_blank">Sun Mycrosystems</a>:&#8221;Ok sto lanciando un <a href="http://blogs.sun.com/jonathan/" title="Blog" target="_blank">blog</a>. Perché un dirigente d&#8217;azienda non dovrebbe lanciare un blog? Ehi, la vita è breve&#8230;&#8221;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/themarketer2.wordpress.com/61/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/themarketer2.wordpress.com/61/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/61/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&#038;blog=28662050&#038;post=61&#038;subd=themarketer2&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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