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	<title>The Marketer &#187; Social network</title>
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		<title>The Marketer &#187; Social network</title>
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		<title>Quale futuro per YouTube?</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/12/21/quale-futuro-per-youtube/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 08:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prevedere le tendenze del mercato è il terreno su cui i marketers giocano le loro principali sfide. Arrivare primi e anticipare la concorrenza può significare essere leader di settore, avviare nuovi business e conquistare nuovi clienti. I campi su cui &#8230; <a href="http://themarketer.info/2009/12/21/quale-futuro-per-youtube/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1685&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prevedere le tendenze del mercato è il terreno su cui i marketers giocano le loro principali sfide. Arrivare primi e anticipare la concorrenza può significare essere leader di settore, avviare nuovi business e conquistare nuovi clienti. I campi su cui si concentra una grande attenzione continuano ad essere i social network, con Facebook in testa, seguito da Twitter e YouTube. </p>
<p>E’ recente la <a href="http://mediamemo.allthingsd.com/20091201/is-youtube-ready-for-prime-time-google-wants-to-stream-tv-for-a-fee" target="_blank">notizia</a> che negli USA YouTube abbia preso accordi con le principali tv mainstream per la <strong>trasmissione di episodi di serie tv in streaming</strong>. La presenza delle tv generaliste all’interno di YouTube si fa sempre più pressante rivelando la natura duale di YouTube, che vede da una parte gli utenti con i loro video amatoriali e dall’altra le tv mainstream con i contenuti professionali. Le due anime di YouTube mal si sopportano, come descritto nel <a href="http://bit.ly/4VLgDb" target="_blank">libro</a> recentemente tradotto di Jean Burgess e Joshua Green:</p>
<blockquote><p><em>“Le controversie rivelano idee in competizione sulla funzione di YouTube, un sito e social network prodotto da una comunità di pratiche oppure un archivio caotico di video vernacolari strani, meravigliosi e trash oppure ancora una piattaforma di distribuzione per l’intrattenimento offerto dai Big Media”</em></p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2009/12/youtube-jean-burgess-joshua-green.jpg?w=120&#038;h=184" alt="youtube-jean-burgess-joshua-green" width="120" height="184" /></p>
<p>Se è vero che da una parte YouTube deve provvedere al proprio sostentamento, per il quale fa ricorso a partner commerciali del mondo dei media, è anche vero che gli YouTuber ‘pretendono’ dall’azienda una sorta di tutela per la loro comunità.</p>
<p>C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare. Le tv mainstream hanno una grande influenza su YouTube in merito alle questioni legate al <strong>copyright</strong>. E’ di questi giorni la <a href="http://punto-informatico.it/2773039/PI/News/youtube-grande-fratello-va-asportato.aspx" target="_blank">notizia</a> della causa vinta da Mediaset che condanna YouTube alla rimozione di tutti i contenuti del Grande Fratello e ad una sanzione amministrativa.</p>
<blockquote><p><em>“Abbiamo cronache sulle strategie di gestione del copyright da parte di YouTube, le controversie risolte, i compromessi accettati, i video rimossi, tutte informazioni oggetto di attenzioni in quanto collegate alla sempre incombente valanga di azioni legali che potrebbero in qualsiasi momento mettere l’azienda in ginocchio”</em> da <a href="http://bit.ly/4VLgDb" target="_blank">YouTube</a> di Jean Burgess e Joshua Green</p></blockquote>
<p>Gli accordi di YouTube con le tv mainstream, così come l’apertura di Facebook a nuove modalità per raccogliere inserzionisti, rivela in maniera evidente come <strong>il mondo della cultura partecipativa fine a sé stesso non crea business</strong>, cioè non fa girare soldi. Sono necessari modelli di business che permettano ai social network di sostenersi. Facebook pare che abbia trovato questo modello nella vendita di spazi pubblicitari, Twitter <a href="http://www.contino.com/blog/2009/12/9/twitter-business-model.html" target="_blank">aprirà le porte del proprio codice</a> a Google, Bing e altri sviluppatori, e YouTube strizzerà sempre più l’occhio alle tv commerciali a scapito (forse) degli utenti.</p>
<p>Questo nuovo scenario insinua in me un dubbio: <strong>è forse il web partecipativo destinato a finire, soppiantato da macchine trita-soldi? E’ stato forse solo un periodo transitorio di sperimentazione per aprire nuovi scenari di business e acquisire finanziatori? Le attenzioni dei social network saranno rivolte sempre più verso i propri partner piuttosto che verso i propri utenti?</strong></p>
<p>Non ci resta che restare alla finestra e osservare.</p>
<p>Questo post è stato scritto da <a href="http://www.nonconvenzionale.it/blog" target="_blank">Emanuela De Vecchi</a> e la puoi contattare <a href="mailto:manu@nonconvenzionale.it" target="_blank">qui</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/1685/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/1685/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1685&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Twitter e microblogging: scommettiamo?</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/17/twitter-e-microblogging-scommettiamo/</link>
		<comments>http://themarketer.info/2009/07/17/twitter-e-microblogging-scommettiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 15:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti racconto una cosa prima… Siamo a Londra e i protagonisti di questa vicenda sono da una parte la Morgan Stanley,  holding bancaria ai vertici della finanza internazionale e, dall’altra, un giovane liceale di 15 anni, Matthew Robson, stagista estivo &#8230; <a href="http://themarketer.info/2009/07/17/twitter-e-microblogging-scommettiamo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1588&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti racconto una cosa prima…</p>
<p>Siamo a <strong>Londra</strong> e i protagonisti di questa vicenda sono da una parte la  <a title="Morgan Stanley" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Morgan_Stanley" target="_blank"><strong>Morgan Stanley</strong></a>,  holding bancaria ai vertici della finanza internazionale e, dall’altra, un giovane liceale di 15 anni, <strong>Matthew Robson</strong>, stagista estivo presso la suddetta società.</p>
<p>Al termine della collaborazione la  Morgan Stanley chiede a Matthew di elaborare e di descrivere i <strong>gusti dei suoi coetanei riguardo al mondo dei media e dei social media.</strong> Il report stilato dal ragazzo <strong>ha messo in ginocchio</strong>, tra gli altri media più tradizionali &#8211; <strong>radio</strong>, <strong>TV</strong> e <strong>giornali</strong> – proprio <strong>Twitter</strong>.</p>
<p>Interessante <a title="Quo Media" href="http://quomedia.diesis.it/news/18649/lo-stagista-di-morgan-stanley-scuote-il-mercato-dei-media" target="_blank">questo articolo</a> che, a mio avviso, mette a fuoco il panorama completo di questo scardinamento che ha scosso i Media.</p>
<p>Mi compiaccio anche – e con un sorriso orgoglioso del tipo “eh, come ho scritto su <a title="Scenari futuri: musica come acqua" href="http://www.themarketer.info/15-07-2009/scenari-futuri-musica-come-acqua/" target="_blank"><strong>Scenari futuri: musica come acqua</strong></a>!” – della riflessione del nuovo guru della City riguardo al consumo di musica tra i giovani… Comunque leggilo pure, non ci vorrà molto, e poi torna qui che non ho finito.</p>
<p>Quale sarà il destino di <strong>Twitter</strong>?</p>
<p>Il <strong>microblogging</strong> a mio avviso non è amato dai più giovani anche per una questione più prettamente <strong>narcisistica</strong>.</p>
<p>Dov’è la mia <strong>fotogallery</strong>? Cosa condivido con i miei amici? Dove posso postare il mio video in modo esplicito?</p>
<p>L’url che si inserisce in una <em>twittata</em> copre completamente il contenuto a cui conduce. Cliccherò solo se la persona che sto seguendo presenta in modo allettante questo contenuto. E chi è meno abile ad esprimersi, mi viene da credere, non si sentirà mai abbastanza appagato dal<em> twit</em>. Ma con tutti i link che ci propinano…avrò la voglia di curiosare davvero? E più che altro&#8230;che probabilità avrà un buon messaggio di essere visto e riconosciuto tra tanti?</p>
<p>E il <em><strong>like</strong></em>? Dove e quanti like otterrò?</p>
<p>E poi scusa, solo 140 caratteri e 1 foto minuscola sul profilo??</p>
<p>Io per prima adotto <strong>Twitter</strong> senza riuscire ad immaginarlo disaggregato da <strong>FriendFeed</strong> e da <strong>Facebook</strong>. Non mi metterei a cinguettare dal cellulare e lo interpreto come uno strumento potenziale che mi permette di <strong>aggiornare lo status di altri social network</strong>, ma non lo concepisco fine a se stesso se non a livello di maggiore bacino di contatti possibili.</p>
<p>Che sia (o sia destinato ad essere?) apprezzato principalmente da una nicchia di &#8220;adulti&#8221; conoscitori del web e capaci di scrivere in modo efficace?</p>
<p>Così, io l’ho detta fuori dai denti, ma sono ben disposta a cambiare idea <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questo post è stato scritto da <a title="Stefania Fussi" href="http://www.linkedin.com/in/stefaniafussi" target="_blank"><strong>Stefania Fussi</strong></a> e la puoi contattare <a href="mailto:stefania.fussi@gmail.com">qui</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/1588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/1588/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1588&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La società dei testimoni</title>
		<link>http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ma ho filmato, ascoltato, copiato incollato, discusso e divulgato” La rivoluzione della comunicazione, dei suoi mezzi e dei suoi potenziali, ha per tutti un’evidenza lampante. Si parla spesso di società dell’immagine, ma io preferisco citare Fossati e definirla società dei &#8230; <a href="http://themarketer.info/2009/07/02/la-societa-dei-testimoni/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1515&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Ma ho filmato, ascoltato, copiato incollato, discusso e divulgato”</em></p>
<p>La rivoluzione della <strong>comunicazione</strong>, dei suoi mezzi e dei suoi potenziali, ha per tutti un’evidenza lampante. Si parla spesso di <strong><em>società dell’immagine</em></strong><em>, </em>ma io preferisco citare <strong>Fossati</strong> e definirla <strong><em>società dei testimoni</em></strong>. Non sono più soltanto i <strong><em>brand</em></strong>, i bombardamenti multimediali delle imprese a bussare alla nostra porta. Non siamo più solamente soggetti alle influenze di terzi ed alle loro mire pubblicitarie, oggi siamo in prima persona autori e fautori dell’universo delle <strong>informazioni</strong>. Non parliamo di noi attraverso uno status sociale, ma attraverso uno <strong>status</strong> del nostro profilo (di <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>MySpace</strong>, <strong>FriendFeed</strong> e chi più ne ha più ne metta)&#8230; Testimoni dunque di noi stessi, testimoni delle vite degli altri e di chissà cos’altro; a volte per curiosità, altre per noia. Compiaciuti di una <strong><em>tag</em></strong>, di un <strong><em>apprezzamento</em></strong>. Preoccupati di essere fotografati dove non dovevamo essere, preoccupati di essere colti in flagrante, preoccupati di scoprire che uno dei nostri flirt più accesi è “In una relazione”.</p>
<p>“<em>Filmiamo, ascoltiamo, copiamo incolliamo, discutiamo e divulghiamo</em>”, questo è il nostro motto, la nostra forza e la nostra debolezza.</p>
<p>I <strong>Social Network</strong> stanno sviluppando un’estensione della nostra vita dà in pasto a tutti  la nostra <strong>privacy</strong>, quella sfera che è stato oramai possibile <strong>digitalizzare</strong> e <strong><em>uploadare</em></strong>. Una realtà che causa <strong>dipendenza</strong> e <strong>complicità</strong>. Dipendenza dalla curiosità, dalla voglia di parlare di sé e dei propri gusti, dipendenza dall’essere testimoni. E al contempo complici di quello che pubblichiamo, complici dello <em>spionaggio</em> multimediale di cui siamo vittime e, allo stesso tempo, artefici.</p>
<p>E non meno importante è la ricchezza di questi potenti strumenti informali, che ci rendono più eclettici e ,forse, laconici.  Perché chiaramente le interazioni si diramano in base agli interessi, ma ora ci è data la possibilità di vedere un <strong>link</strong> nella nostra <strong>home page</strong> e di trovarlo interessante, di cliccarci sopra, fino al punto di appassionarci e di dimenticare quello che stavamo facendo.</p>
<p>E allora viene quasi voglia di citare <strong>Oscar Wilde</strong> “<em>C’è solo una cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé</em>”. Ma a che prezzo? Forse, se lo sarebbe chiesto anche lui.</p>
<p>A voi il <strong><em>testimone</em></strong>.</p>
<p>Questo post è stato scrittoda <a title="Stefania Fussi" href="http://www.linkedin.com/in/stefaniafussi" target="_blank"><strong>Stefania Fussi</strong></a> e la puoi contattare <a href="mailto:stefania.fussi@gmail.com">qui</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/1515/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/1515/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1515&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Social Experience</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 14:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2008 è stato l&#8217;anno in cui sono esplosi i Social Media ed in particolare Social Network come Facebook e Twitter. Tutti o quasi tutti sanno ormai cosa è YouTube e a cosa serve Facebook. Qui in Italia Twitter e &#8230; <a href="http://themarketer.info/2009/01/06/social-experience/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=1125&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2008 è stato l&#8217;anno in cui sono esplosi i Social Media ed in particolare Social Network come Facebook e Twitter. Tutti o quasi tutti sanno ormai cosa è YouTube e a cosa serve Facebook. Qui in Italia Twitter e peggio ancora FriendFeed non sono ancora diffusi e conosciuti, ma presto potrebbero diventare main stream anche loro come è accaduto con Facebook.</p>
<p>I Social Media sono importanti perchè sono una rivoluzione culturale rispetto al mondo cui eravamo abituati. I media classici come la televisione ed i giornali soffrono il calo di interesse delle persone, che si sono abituate ad un modello di comunicazione peer to peer, più attivo ed interessante di quello passivo dei media classici. I segnali di questa lotta mortale per l&#8217;attenzione ci sono tutti basti pernsare all&#8217;astio con cui i giornali scelgono di volta in volta il nemico da demonizzare. I blog sono il vecchio pericolo ora tocca a Facebook domani sempre che i giornali esisteranno ancora &#8211; negli USA complice la crisi economica stanno chiudendo tutti uno dopo l&#8217;altro- sarà la volta di un nuovo concorrente.</p>
<p>I Social Media sono però il dito e non la Luna. Importanti sì, ma non sono il piatto principale su cui dovremmo porre l&#8217;attenzione. Certo possiamo ancora affermare che <em><strong>il mezzo è il messaggio</strong></em> e che se per conversare  uso Facebook non è la stessa cosa che se uso Twitter o Youtube, nostante ciò dovremmo focalizzarci su qualcosa di più importante come il contenuto stesso delle conversazioni.</p>
<p><strong>Queste conversazioni riguardano spesso esperienze personali con oggetti e questi stessi oggetti diventano spesso link, legami con altre persone che nutrono i nostri stessi interessi.  La nostra socialità fa uso degli oggetti per instaurare relazioni, ma è vero anche che la nostra economia dipende in maniera vitale dagli oggetti. Se smettiamo di porre attenzione agli oggetti il mondo crolla, finiscono le relazioni e anche i posti di lavoro.</strong></p>
<p>Gli oggetti non debbono necessariamente essere reali esistono, infatti, tutta una serie di oggetti virtuali, che nel futuro faranno sempre più parte della nostra &#8220;realtà&#8221;. Gli oggetti reali però hanno caratteristiche sensoriali che li rendono ancora  molto seducenti. Primo fra tutti il loro aspetto fisico, che implica un intelligenza, uno studio, un lavoro che nel migliore dei casi parte dall&#8217;idea di interazione: chi e come userà questo oggetto? Piacevole, morbido, bello?</p>
<p>Il design rende un oggetto attraente e desiderabile perché il solo possederlo svolge una funzione sociale. Avere un iPhone oppure non averlo può cambiare la nostra prospettiva di come ci relazioniamo con il mondo. Il rapporto con gli altri può cambiare perché ci sentiamo più sicuri, più interessanti possedendo un oggetto considerato cool.</p>
<p>Anche qui però non dobbiamo fare lo stesso errore. Facebook è un mezzo, ma anche l&#8217;Iphone è un mezzo. Ciò che è importante tra due o più persone è ciò che sta in mezzo, il link, la relazione tra loro. Il termine secondo me più adatto a definire meglio questo concetto è Experience. Nell&#8217;ambito del design si parla comunemente di User Experience. Ecco ciò che realmente conta nelle relazioni umane è l&#8217; experience o meglio la  Social Experience.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://themarketer.info/2009/01/06/social-experience/"><img src="http://img.youtube.com/vi/S9E2D2PaIcI/2.jpg" alt="" /></a></span>
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		<title>Il futuro è nei Social Network ma anche no</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni in varie situazioni mi è capitato di scambiare un po&#8217; di idee ed informazioni sui Social Network come Facebook, Twitter, FriendFeed con esperti di comunicazione e pubblicità. Il quadro è a dir poco desolante. C&#8217;è gente che &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/11/26/social-network-futuro-marketing/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=920&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni in varie situazioni mi è capitato di scambiare un po&#8217; di idee ed informazioni sui Social Network come Facebook, Twitter, FriendFeed con esperti di comunicazione e pubblicità. Il quadro è a dir poco desolante. C&#8217;è gente che nonostante il boom dei Social Media va ancora in giro a chiedere banner. Ci sono aziende che seppure vogliono ancora avere un sito &#8211; contente loro &#8211; non sanno nemmeno che cosa significhi SEO.  Campagne stampa classiche come si faceva nel lontano 1994 e cosi via demoralizzando.</p>
<p>Oh dico ma scherziamo? Qualcuno ha detto a queste polverose imprese che siamo entrati nel XXI secolo? Riusciamo a far capire al marketing che il sito, per quel poco che serve, se non segue le regole SEO se lo possono pure dare in faccia, perché tanto Google non se li fila per nulla?  Qualcuno oltre a vincere pseudo gare può per favore far capire a clienti testardi che la musica è cambiata?</p>
<p>Dico ma possibile che solo la FIAT si distingue in Italia per utilizzare al meglio il Web 2.0? Costa soldi? No al contrario è economico molto più di faraoniche ed inutili campagne pubblicitarie. Allora dove sta il problema?</p>
<p><strong>L&#8217;italia è un paese pieno di vecchi, ma non in termini di anagrafe. Vecchi di capoccia. Ci sono, infatti trentenni detti comunicatori, che sembrano nati nel 1950 e poi paradossalmente ci sono anziani che stanno su Facebook e si divertono pure.</strong></p>
<p>I nostri pseudo giovani, comunicatori e pubblicitari,  non si impongono e piegano la loro debole schiena alle idee antiquate di gente, i loro clienti, che non hanno un briciolo di cognizione di cosa voglia dire marketing e comunicazione contemporanea. Eppure questi loro clienti girano l&#8217;Europa; mi domando se all&#8217;aereoporto le fette di prosciutto dagli occhi se le tolgano oppure se continuano a passeggiare per Parigi o Londra così profumantamente agghindati. Nel caso di Londra sarebbe consigliabile però l&#8217;adeguamento ai costumi locali usando il beacon.</p>
<p>E poi? Poi ci sono gli esperti bloggatori e non, che tutto hanno visto e di tutto diffidano. Pensa tu! La Storia, quella con la S maiuscola, prima di progredire va a chiedere consiglio a loro perché dubbiosa sul da farsi. Immaginate la scena della signora Storia che si ferma e chiede:&#8221;Signori questa cosa di Facebook ha da farsi?&#8221; E loro con sguardo corrucciato tentennano dubbiosi di fronte a telecamere e microfoni di giornalisti precari incapaci di obiettare qualcosa per paura di confermare quello che già si pensa di loro.</p>
<p>Per quelli che avessero perso più di qualche treno consiglio vivamente la visione di un video con un intervista recente a <a title="Bob Pearson" href="http://twitter.com/bobpdell" target="_blank"><strong>Bob Pearson</strong></a>, Communities &amp; Conversations at Dell. Attenzione DELL, quella che vende i pc anche tramite Twtter. L&#8217;intervista è stata realizzata da <a title="Jeremiah Owyang" href="http://www.web-strategist.com/blog/" target="_blank"><strong>Jeremiah Owyang</strong></a>, Sr Analyst at Forrester Research: Social Computing</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/920/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=920&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Su Facebook! Su Facebook!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 18:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook è un Social Network che potrebbe esplodere e diffondersi anche qui in Italia come è già avvenuto in UK e Canada. Ormai ci sono le prove dell&#8217;imminente massificazione del mezzo. Un esempio di quanto affermo? Il titolo di questo &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/09/30/facebook-televisione-twitter/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=340&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><strong><a title="Facebook si diffonde in Italia" href="http://www.themarketer.info/10-09-2008/i-5-motivi-che-spiegano-la-grande-diffusione-di-facebook/" target="_blank">Facebook è un Social Network che potrebbe esplodere e diffondersi anche qui in Italia</a></strong> come è già avvenuto in UK e Canada. Ormai ci sono le prove dell&#8217;imminente massificazione del mezzo. Un esempio di quanto affermo?</p>
<p style="text-align:left;">Il titolo di questo post è preso in prestito anzi diciamo rubato da quello di uno <a title="Su Facebook! Su Facebook!" href="http://www.sarataricani.com/2008/09/29/su-facebook-su-facebook/" target="_blank">stupendo post</a> di <strong>Sara Taricani</strong>. Sara ha scritto in maniera splendida ed essenziale un pezzo che fa molto riflettere sul rapporto tra televisione ed internet. Un mezzo antiquato come la televisione subisce la contaminazione del web 2.0 e le star del primo media fanno sapere al <strong>pueblo unido</strong> nel salotto di casa, durante una trasmissione condotta da <strong>Simona Ventura, </strong>che più <strong>nazional pop</strong> non si può, che esiste una cosa su internet chiamata &#8220;<strong>Feisbuk</strong>&#8221; dove c&#8217;è altro popolo che crea e vivacizza fan club e contro fan club.</p>
<p style="text-align:left;">La <strong>televisione cadavere</strong>, ormai dichiarata defunta anche dal Fiorello nazionale, subisce improvvisamente una contaminazione. Un vento di novità che a guardare bene ci fa capire cosa potrebbe diventare la televisione futura anche se sarebbe meglio dire le televisioni future.</p>
<p style="text-align:left;">Questa contaminazione riguarda solo Facebook? No la cosa va ben oltre.</p>
<p style="text-align:left;"><a title="Twitter e le lezioni presidenziali USA" href="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/2008/09/16/current-twitter-hack-the-dabates/" target="_blank">Twitter un altro medium 2.0 viene ormai usato negli USA come un mezzo per sentire le opinioni e le domande del publico a casa rivolte ai candidati nelle elezioni presidenziali</a>. Sempre negli USA <a title="Televisione Digg" href="http://www.microtubo.com/11-09-2008/revision3-digg-reel-webtv.html" target="_blank">alcune televisioni creano palinsesti sulla base di quanto emerge dalle votazioni su Digg</a>.</p>
<p style="text-align:left;">Possiamo immaginare quindi, sulla base di questi primi indizi, che la televisione del prossimo futuro sarà sempre più interattiva e comunitaria.</p>
<p style="text-align:left;">Alla fine del post Sara evidenzia, in modo ironico, che non c&#8217;è più bisogno del progetto <strong>Codice Internet</strong> ideato da <strong>Marco Montemagno</strong>, perché grazie a <strong>Simona Ventura</strong> e <strong>Flavia Vento </strong>la vecchia televisione generalista riesce suicidarsi in maniera più efficiente. Voi che ne pensate?</p>
<p><a href="http://current.com/e/89305826/en_US">http://current.com/e/89305826/en_US</a></p>
<p><strong>Se questo post ti è piaciuto e pensi che il contenuto dei testi sia molto importante anche per il tuo sito clicca su il <a title="Posizionamento sui motori di ricerca del tuo sito" href="http://www.themarketer.info/posizionamento-motori-ricerca-tuo-sito/" target="_blank">posizionamento sui motori di ricerca del tuo sito</a>.</strong></p>
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		<title>Facebook marketing, lavoro e privacy</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/26/facebook-marketing-lavoro-e-privacy/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 23:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook cresce ogni giorno di più e diventa sempre più un luogo dove è possibile replicare molti degli aspetti della nostra vita reale. Facebook è anche uno strumento utile per il marketing oppure per fare business. Su Facebook c&#8217;è un &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/09/26/facebook-marketing-lavoro-e-privacy/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=293&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook cresce ogni giorno di più e diventa sempre più un luogo dove è possibile replicare molti degli aspetti della nostra vita reale. Facebook è anche uno strumento utile per il marketing oppure per fare business. Su Facebook c&#8217;è <a title="Mercato Italy" href="http://www.new.facebook.com/marketplace/" target="_blank">un vero e proprio mercato</a>, dove potete curiosare tra le insersioni dei vostri friend ed una miriade di gruppi dedicati agli affari. Uno tra tutti <strong>Facebook for Business</strong> che conta oltre 20.000 iscritti.</p>
<p>Facebook è un luogo per cercare lavoro oppure per trovare candidati adatti alla propria azienda. <strong>LinkedIn, Xing </strong>e <strong>Viadeo</strong> sono dei must per questo tipo di ricerche, ma essendo un po&#8217; freddini e rigidi non consentono di sapere tutto.</p>
<p>Facebook è ormai anche <strong>&#8220;il mezzo</strong>&#8221; per organizzare feste ed incontri. Party gestiti da agenzie di eventi oppure semplici e normali feste private. Da che mondo è mondo &#8211; ok mondo digitale &#8211; non c&#8217;è festa degna di questo nome, che non venga celebrata da centinaia di foto della sera prima caricate in maniera massiccia su Facebook.</p>
<p>Ora a seconda di come abbiamo settato la nostra privacy, Facebook può diventare il luogo dove perfetti sconosciuti possono sapere tutto dei nostri gusti e passioni. Mettere tutto in piazza può però avere dei risvolti negativi.</p>
<p>Alcuni <strong><a title="NBC Facebook Drunk Group " href="http://www.nbc11.com/slideshow/news/17542421/detail.html" target="_blank">media USA sono allarmati</a> </strong>per i danni alla carriera che questo tipo di immagini esplicite possono arrecare a giovani ragazze in cerca di lavoro. I reclutatori USA, infatti, utilizzano spesso MySpace e Facebook come <a title="Facebook per assumere" href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/social-networking/social-reputazione/social-reputazione.html" target="_blank">mezzi per per valutare il personale da assumere</a>.</p>
<p>Ad esempio se andate sul gruppo Facebookk <strong>*30 Reasons Girls Should Call It A Night*</strong> &#8211; ce ne sono altri molto simili &#8211; scoprirete che ci sono quasi <strong>175.000 iscritti, </strong>che postano centinaia di foto in cui ragazze di ogni età sono immortalate nelle situazioni più imbarazzanti spesso sotto gli effetti della sbornia.</p>
<p>Ora pensando anche alle leggi sulla tutela privacy è giusto che un&#8217;azienda possa giudicare una persona solo sulla base dei suo comportamenti privati? Allargando il campo inoltre, mi domando è giusto che certi interessi aziendali  &#8211; diritti SIAE sulla canzone cantata alla festa di compleanno di mio cugino, impossibilità di caricare su YouTube il mio video sul torneo delle sei nazioni di rugby perché si ledono i diritti televisivi, minaccia delle lobby musicali alla net neutrality, assicurazioni interessate a sapere tutto della mia salute  &#8211; possano interferire così pesantemente sulla vita e la libertà delle persone?</p>
<p>Inoltre, ammettendo che tutte queste <a title="Externality" href="http://www.auburn.edu/~johnspm/gloss/externality" target="_blank"><strong>externality</strong></a>, come si definiscono in economia, siano eticamente digeribili, è accetabile che il fallimento commerciale delle stesse aziende, come nel caso di Wall Street, si ripercuota sui nostri portafogli facendo aumentare il debito pubblico e le tasse?</p>
<p>Vogliamo veramente una società di vizi privati e pubbliche virtù?</p>
<p>Comunque se siete capitati su questo post e non sapete cosa sia<strong> Facebook</strong> vi consiglio di leggere un bel post scritto da <strong>Vittorio Zambardino</strong> &#8211; mio &#8220;amico&#8221;  su Facebook <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  &#8211; il cui titolo <a title="Facebook, o del gusto degli altri" href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2008/09/25/facebook-o-del-gusto-degli-altri/" target="_blank"><strong>Facebook, o del gusto degli altri</strong></a> è tutto un programma.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/09/facebook-lavoro-privacy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-297" title="Facebook privacy lavoro reclutamento licenziamento" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2008/09/facebook-lavoro-privacy.jpg" alt="" width="400" height="285" /></a></p>
<p>Se sei interessato ad approfondire il discorso su Facebook in chiave marketing visita il mio blog sul <a title="Facebook Marketing" href="http://www.facebook-marketing.info/" target="_self"><strong>Facebook Marketing</strong></a></p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top:10px;height:15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/bf77f51b-e23a-44e1-80d7-4aa2b97ace7c/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border:medium none;float:right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=bf77f51b-e23a-44e1-80d7-4aa2b97ace7c" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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			<media:title type="html">hjorda</media:title>
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			<media:title type="html">Facebook privacy lavoro reclutamento licenziamento</media:title>
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	</item>
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		<title>Nasce la comunità di HJORDA</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/09/01/nasce-la-comunita-di-hjorda/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 16:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Community]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[HJORDA]]></category>
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		<category><![CDATA[Ning]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena creato su Ning la comunità ufficiale di HJORDA. Perché una community e non un sito web? Continuate a leggere e capirete. Sono sempre più convinto che il classico &#8220;sito web&#8221; sia ormai qualcosa che appartiene ad un vecchio &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/09/01/nasce-la-comunita-di-hjorda/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=165&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena creato su <a class="zem_slink" title="Ning" rel="homepage" href="http://www.ning.com">Ning</a> la <strong><a title="HJORDA su Ning" href="http://hjorda.ning.com/" target="_blank">comunità ufficiale di HJORDA</a></strong>.</p>
<p>Perché una <strong>community</strong> e non un sito web? Continuate a leggere e capirete.</p>
<p>Sono sempre più convinto che il classico &#8220;sito web&#8221; sia ormai qualcosa che appartiene ad un vecchio modello di internet. La rete del passato a causa di limiti tecnici e culturali non permetteva altro che siti vetrina dove l&#8217;interazione era ridotta al minimo. No banda larga no party.</p>
<p>La diffusione delle tecnologie digitali e della banda larga ha permesso di sviluppare meglio ed in maniera più efficente le esigenze di comunicazione delle persone che navigano sulla rete. Il modello passivo è stato quindi sostituito da un modello attivo.</p>
<p>Siamo tutti ormai abituati a caricare le foto o i video delle vacanze su Flickr o Facebook, a trovare luoghi o ristoranti su Google Map, commentiamo film o cene o eventi politici sul nostro blog e così via.</p>
<p>Perché carichiamo foto e video? Perchè cerchiamo ristoranti su Google? Quale è la spinta che ci porta a consumare molto del nostro tempo interagendo con interfaccie e form? Semplice noi siamo inguaribilmente animali sociali e ci piace condividere esperienze e sensazioni con amici, familiari e colleghi. Il modo più rapido per farlo è quello che ora chiamiamo pomposamente Web 2.0.</p>
<p>La nostra voglia di interagire e comunicare non si ferma però solo ad altri essere umani. Noi desideriamo, amiamo, tocchiamo, modifichiamo tutto quello che ci capita a tiro: cani, gatti, automobili, cellulari. Vogliamo che ci parlino o che siano personalizzati secondo i nostri capricci o fisime. Ancora più divertente o eccitante è se, in maniera per così dire tribale, possiamo condividere in pubblico queste stesse sensazioni specialmente con chi ha le nostre stesse idee. Tutto questo si riassume con una parola sola, comunità.</p>
<p>HJORDA sulla piattaforma Ning è una comunità professionale pronta ad accogliere le idee e le esperienze di chi si occupa di comunicazione e marketing nella nuova internet e vuole scambiare con me idee, informazioni, suggerimenti, foto o video virali oppure segnalare eventi o convegni. Mi piacerebbe che HJORDA fosse anche il luogo di partenza di future collaborazioni o progetti.</p>
<p><a title="HJORDA su Ning" href="http://hjorda.ning.com/" target="_blank"><strong>HJORDA, mi casa es su casa!</strong></a></p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top:10px;height:15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/a67fafee-39c8-4f3d-925e-dea4ae991765/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border:medium none;float:right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=a67fafee-39c8-4f3d-925e-dea4ae991765" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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	</item>
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		<title>Facebook è roba da ventenni, per fortuna!</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/07/05/facebook-ventenni/</link>
		<comments>http://themarketer.info/2008/07/05/facebook-ventenni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 10:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[ventenni]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook è un Social Network che negli ultimi tempi è emerso come il maggior competitor del Social Network gigante di proprietà di Rupert Murdoch e noto con il nome di MySpace. Facebook ha raggiunto la ragguardevole cifra di 80 milioni &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/07/05/facebook-ventenni/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=146&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook è un Social Network che negli ultimi tempi è emerso come il maggior competitor del Social Network gigante di proprietà di Rupert Murdoch e noto con il nome di MySpace.</p>
<p>Facebook ha raggiunto la ragguardevole cifra di 80 milioni di iscritti in tutto il mondo, con un flusso di <a title="250.000 utenti al giorno" href="http://news.cnet.com/8301-13953_3-9980569-80.html" target="_blank">250.000 nuovi iscritti al giorno</a>. Un vero e proprio buco nero che, grazie alle <a title="Applicazioni Facebook" href="http://www.facebook.com/apps/" target="_blank">applicazioni</a> è in grado di attirare e intrattenere milioni di persone.</p>
<p>Facebook come tutti i Social Network, nonostante il pensiero negativo di alcuni sedicenti guru, è qui per rimanere e cambiare il volto delle relazioni umane. La stessa cosa in passato è avvenuta con Internet e poi con Google.</p>
<p>Le vecchie generazioni non capiscono e ripetono sempre le solite frasi, ormai logore:&#8221;E&#8217; una moda&#8221;, &#8220;A me non serve&#8221;,&#8221;Lo trovo troppo infantile&#8221;, etc.</p>
<p>Ieri ho rivisto l&#8217;ultimo film dei fratelli Ethan Coen e Joel Coen, <strong>No Country for Old Men</strong>, in italiano reso con <strong>Non è un paese per vecchi</strong>. Un film a mio avviso stupendo da vedere se possibile in versione originale, l&#8217;inflessione dialettale, l&#8217;accento dei personaggi texani fornisce, infatti, un valore aggiunto al film.</p>
<p>Il film dei fratelli Coen rappresenta  esattamente quello che sta avvenendo con le tecnologie digitali ed in questo caso con i Social Network. Le vecchie generazioni semplicemente non capiscono, si stupiscono e pensano ai bei tempi andati.</p>
<p>Il guaio è che questo modo anziano e ansioso di pensare è parte integrante della cultura di molte aziende. Il fenomeno della cultura digitale e collaborativa è talmente vistoso che perfino i consigli di amministrazione delle corporate se ne sono accorti, eppure si procede ancora a piccoli ed esitanti passi.</p>
<p>I ventenni, la famigerata <a title="Gen Y" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y" target="_blank">generazione Y</a>, insomma &#8220;<strong>questa gente</strong>&#8221; come viene additata dai vecchi nel film dei fratelli Coen, procede spedita nello stravolgimento del paesaggio.</p>
<p>Anche qui in Italia sono i ventenni il nocciolo duro della popolazione di Facebook come ho avuto modo di scoprire in uno studio che sto facendo sulle caratteristiche etniche e demografiche dei Social Network.</p>
<p>Riporto qui una citazione del <a title="I Barbari" href="http://www.ibs.it/code/9788807720246/baricco-alessandro/barbari-saggio-sulla.html" target="_blank">pensiero dello scrittore Alessandro Baricco</a>, che rappresenta in maniera più potente quello che io ho solamente abbozzato.</p>
<p>&#8220;<span class="tcorpotesto">Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell&#8217;aria, <strong>un&#8217;incomprensibile apocalisse imminente</strong>; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l&#8217;arrivo dell&#8217;invasione con <strong>gli occhi fissi nell&#8217;orizzonte della televisione</strong>. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un&#8217;orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a <strong>quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. </strong>Ora: nel mio mondo scarseggia l&#8217;onestà intellettuale, ma non l&#8217;intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c&#8217;è. Ma quel che c&#8217;è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna.&#8221; </span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/07/distribuzioneetafacebook.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-147" style="vertical-align:middle;border:0;margin:0;" title="Distribuzione per età della popolazione italiana di Facebook" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/07/distribuzioneetafacebook.jpg?w=432&#038;h=222#038;h=251" alt="" width="432" height="222" /></a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/themarketer2.wordpress.com/146/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/themarketer2.wordpress.com/146/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/146/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=146&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Heineken USA ed il Facebook Social Advertising</title>
		<link>http://themarketer.info/2008/06/18/heineken-facebook-social-advertising/</link>
		<comments>http://themarketer.info/2008/06/18/heineken-facebook-social-advertising/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Mark Zuckerberg fondatore di Facebook ha coniato un nuovo ternine per identificare un tipo di pubblicità differente da quella che conosciamo. Il Social Advertising è in realtà un termine vecchio che identificava, prima della fondazione di Facebook, la pubblicità rivolta &#8230; <a href="http://themarketer.info/2008/06/18/heineken-facebook-social-advertising/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=140&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mark Zuckerberg</strong> fondatore di <strong>Facebook</strong> ha coniato un nuovo ternine per identificare un tipo di pubblicità differente da quella che conosciamo. Il Social Advertising è in realtà un termine vecchio che identificava, prima della fondazione di Facebook, la pubblicità rivolta alla sensibilizazzione del pubblico nei confronti di problemi di interesse generale: diritti persone e animali, fondi per la ricerca sulle malati etc.</p>
<p><strong>Social Advertising</strong> di Facebook si basa invece sul fatto che le persone amano conversare e scambiarsi opinioni su tutto. Spesso al centro delle conversazioni ci sono <a title="Social Marker" href="http://www.hjorda.com/social-marker.html" target="_blank"><strong>Social Marker</strong></a>, come ad esempio borse, automobili, vacanze, programmi televisivi e profumi noti e famosi. Tutto può diventare oggetto di conversazione, meglio ancora se il <strong>Social Object</strong> è un <strong>Social Marker</strong>.</p>
<p>Se ad una festa oppure in treno tiriamo fuori l&#8217;ultimo gadget tecnologico o un paio di occhiali da urlo questo diventerà presto un argomento di discussione ed un tramite per rafforzare le nostre relazioni personali e quindi sociali: invidia, ammirazione, desiderio, apprezzamento, amicizie.</p>
<p>Il Social Marker non deve per forza essere un oggetto costoso come ad esempio iPhone di Apple. Il Social Marker può ad esempio essere la cartolina che spediamo agli amici e parenti per fargli sapere che stiamo bene e quanto sia abbronzante il posto. Nel caso della cartolina sarebbe meglio parlare di semplice <strong>Social Object</strong>.</p>
<p>In realtà un Social Marker può addirittura essere virtuale e non costare nulla e <strong>Heineken USA</strong> sembra aver compreso appieno proprio quest&#8217;ultimo aspetto. Facebook, infatti, consente di comprare piccoli oggetti (social objects) virtuali del valore di 1$ per fare regali: torte colorate in occasione dei compleanni dei tuoi friends; compleanni che sono prontamente segnalati su una barra laterale. Queste attività di relazione tra friends possono, inoltre, essere rese pubbliche.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-141" title="Social Advertising Heineken USA" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/06/heinekenlight1.jpg?w=640" alt=""   /></p>
<p><strong>Heineken USA</strong> nel caso della <a title="Heineken Premium Light" href="http://heinekenpremiumlight.com/" target="_blank"><strong>Premium Light Beer</strong></a> ha deciso di utilizzare il meccanismo delle Social Ads di Facebook permettendo a tutti di regalare (il costo è zero dollari) una bottiglia di birra Premium Light Beer virtuale. Notare che in questo caso il semplice Social Object diventa Social Marker per via della notorietà del brand Heineken.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-142" title="Heineken USA Social Advertising 2" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/06/heinekenlight2.jpg?w=640" alt=""   /></p>
<p>E&#8217; evidente che una bottiglia virtuale non rinfresca come una reale, ma sicuramente rafforza le relazioni. Relazioni che a scanso di equivoci vengono esaltate dal claim &#8220;<strong>Share the Good</strong>&#8220;.  Alla prossima uscita vera sicuramente i friends siederanno tutti insieme intorno ad una bottiglia di Premium Light.</p>
<p>Heniken USA sembra credere molto in questo meccanismo ed ha anche creato una fan page solo per la Premiun Light Beer cui sono iscritti in questo momento 941 fan.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-143" title="Heineken USA Share the Good Fan Page" src="http://themarketer2.files.wordpress.com/2008/06/heinekenlight3.jpg?w=640" alt=""   /></p>
<p>Va detto infine che eventuali dubbi sull&#8217;eta legata alla pubblicità di alcolici sono risolti alla base da Facebook grazie ad un <strong>meccanismo di segmentazione</strong> che per mette di scegliere il proprio target in base ad alcune variabili tra cui l&#8217;età, che di default parte dai 18 anni.</p>
<p>Se sei interessato ad approfondire il discorso su Facebook in chiave marketing visita il mio blog sul <a title="Facebook Marketing" href="http://www.facebook-marketing.info/" target="_self"><strong>Facebook Marketing</strong></a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/themarketer2.wordpress.com/140/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/themarketer2.wordpress.com/140/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/themarketer2.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/themarketer2.wordpress.com/140/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=themarketer.info&amp;blog=28662050&amp;post=140&amp;subd=themarketer2&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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